domenica 25 settembre 2011

L'Ora del Meridiano di Greenwich 27.11

Avevo in mente un pezzo politicamente scorretto sull'obesità. Politicamente scorretto qui, dove l'argomento si affronta con britannica discrezione, senza fare battute.

Volevo insomma trattare con leggerezza una questione pesante: buttarmi sul cibo, fare un elenco delle porcate che si possono mangiare per poco più di un pound e spiegare, con italiana saccenza, perché il paese in cui vivo è il più obeso in Europa, statistiche alla mano e sandwich nell'altra.

Volevo, ma poi venerdì ho comprato il Guardian, per leggere qualcosa sulla Palestina: Cristiana era appena partita per Gerusalemme e mi pareva di contribuire alla missione almeno informandomi, così per non lasciare nulla al caso.

E guarda un po' in prima pagina si parla di Antonio Ereditato e degli scienziati del Gran Sasso e campeggia una modella delle sfilate milanesi sotto il titolo: Va va Vroom Prada new's look ovvero camicetta bianca con disegnini di automobili su una gonna di pelle verde appena sopra il ginocchio con stampata un'auto americana che sgomma sfiammando...
E all'interno due pagine dedicate a Dolce e Gabbana e un'intervista ad Andrea Illy in visita a Londra: Elitist raising the bar for baristas.

Dunque ci siamo ancora, finalmente, che bello! con le nostre eccellenze (nel senso di cose che eccellono non di settuagenari rincoglioniti a cui paghiamo gli extra), con il caffè, con le passerelle e con la ricerca. Di solito a proposito di quest'ultima si parla solo di cervelli in fuga, raccomandati in casa e tagli alle risorse. Invece!

Il paese reale rispetto al paese percepito, un po' come l'inflazione: tra la reale e la percepita non ho mai capito la differenza e così anche del mio paese.
Si tratta di pubblicità gratuita, di business? l'indizio di un rinascimento? l'inizio di un ritrovato benessere? e, nel caso del neutrino, di una scoperta epocale, sconvolgente?
Intanto sono titoli di giornale che ringalluzziscono.

Milano Trieste e l'Abruzzo: ce ne sarebbe da dire e non si può su eccellenze così diverse fare di ogni erba un fascio: Antonio Ereditato nei sotterranei del Gran Sasso difficilmente si fa un caffè illy, avrà piuttosto a disposizione una di quelle macchinette aziendali che funzionano con la chiavetta, difficile anche che indossi una tshirt di Dolce e Gabbana (che per la cronaca chiudono la linea D&G), me lo immagino piuttosto uomo discreto, votato alla ricerca e perfino umile servitore dello Stato.... al Guardian ha dichiarato: "un risultato non è mai una scoperta fino a quando qualcun altro lo conferma".

Antonio Ereditato: un bel nome italiano, pieno vocalico, impronunciabile oltremanica... gli studiosi inglesi sono ovviamente scettici, come è giusto che sia, anche perché nessuno di loro era tra il team di scienziati che hanno fatto l'esperimento. La prudenza è d'obbligo ma ora tocca al mondo scientifico provare o confutare i risultati dell'esperimento.

Andrea Illy: un nome italiano anche questo, un po' più pronunciabile. Nell'intervista non va per il sottile: parla di qualità, dice che i clienti sono disposti a pagare di più per un prodotto buono, per questo sceglie i rivenditori, i bar, i negozi migliori per il suo caffè.
Poi parte una politicamente scorretta (si direbbe qui) staffilata contro il Fairtrade: "noi paghiamo di più i fornitori perché possiamo caricare sul cliente finale. Il Fairtrade paga prezzi più alti per gli stessi prodotti indipendentemente dalla qualità. Un comportamento contro la legge della domanda e dell'offerta. Il Fairtrade riguarda il sentirsi più buoni, la solidarietà non la qualità. E' meglio dare i soldi all croce rossa..."

Non commento la sicumera, con i tempi che corrono un'opinione come questa batte il qualunquismo imperante, poi è un industriale che tiene alto il nostro Pil, come i Prada, come i D&G. Ma sono la punta dell'iceberg, l'effimero italiano che piace, che gira nel mondo, che va sulle prime pagine.

Moda e caffè, insomma quello che piace di noi è quello che appare che si gusta, il paese dei balocchi. E' un fatto, né negativo né positivo ma è così, quello che ci si aspetta da noi: vestire bene, mangiare bene, un caffè con la moka.

A trovarlo un caffè espresso come si deve: Illy sedeva da Locanda Locatelli a Seymour street e se ne è fatto fare uno dei suoi, io invece, con il disagio che mi porto dietro in questi giorni, meglio se me ne vado a fare uno in cucina.

Mi rimane un dubbio: dato che la scoperta del team di Antonio Ereditato, se provata, mette in dubbio le categorie di spazio, di tempo e la sequenza causa-effetto, bisogna concludere che niente è come sembra. Serve però l'aiuto di un fisico qui, perché d'istinto non è poi così male che la scienza abbia scoperto quello che la fiction mostra da decenni.

Il che significa che i lettori possono leggere un pezzo prima che venga scritto, o che la morale preceda la favola (lo so ci vuole un attimo...)
Intanto vado a farmi un caffè con la moka o l'ho già bevuto?
Il franeutrino

1 commento:

  1. E'tipico di noi italiani (includo anche me stessa)criticare sempre l'Italia come se fosse una Entità astratta e non formata da tutti noi - Questo fa molto male al nostro paese, lo peggiora notevolmente - Grazie Fra per aver scritto questo post - mi fa sentire un po' meglio - La POL

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