lunedì 26 settembre 2011

Jasmen Hotel, Nablus

In Palestina il numero degli stranieri inganna, come un numero "imperfetto". Non cosi' pochi da non farci caso, troppi per considerarne la sola presenza come un elemento positivo.

Qui al Jasmen Hotel, il 'posto' dove convogliano gli stranieri di passaggio a Nablus tutti si guardano e pochi si salutano. Negli sguardi di sottecchi e negli atteggiamenti (colli attorcigliati tipo colonna di San Pietro per far finta di guardare da un'altra parte; occhi che quasi toccano le orecchie nello sforzo di seguire fino all'ultimo passo la traiettoria di un occidentale) si leggono segnali evidenti di gelosia e curiosità mortale.

Tutti ci si da un'aria da: che cosa ne vuoi sapere tu di questo posto? io sono qui da più tempo, conosco questo posto meglio di te, ergo ho più diritto di te ad essere qui....

Nello stesso tempo però sarebbe un errore imperdonabile lasciarsi scappare l'eventuale personaggio che invece varrebbe la pena conoscere. Soprattutto perché da queste parti chi hai di fronte potrebbe benissimo essere un freak attivista arrivato per la raccolta delle olive, così come un diplomatico o un inviato speciale del Times.

Nel dubbio, meglio mantenere aplomb, non esagerare con le confidenze e tenere le orecchie bene aperte!

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