lunedì 22 agosto 2011

It was just my time to go

Vado a lavorare in bicicletta, abbronzato (per quanto un bianco pallidulo come me possa dirsi tale), arrivo a Rosendale Road e vedo Pansy scendere in nero elegantissima da una macchina, attraversare con me la strada; io sto per salutarla davanti all'asilo dove lavoriamo entrambi, lei mi guarda con gli occhi lucidi, le chiedo di dirmi che cosa è successo, della sua famiglia, poi mi dice: Christophe.

Christophe è stato trovato morto il sei agosto scorso nel suo nuovo appartamento, ma era morto già da tre giorni.
Ventott'anni, un bimba appena nata dal matrimonio con la ex moglie, mauriziano d'origine, un guascone simpatico, che amministrava l'asilo, anche un factotum nelle cose di tutti i giorni.

Preparo il pranzo per i bambini, non sono più di dieci, torno a casa, mi vesto e con i colleghi vado al Crematorium di Hither Green.

E' la prima volta che vado ad un funerale, non so che cosa fare, non devo fare niente.

Nella casa degli zii a Sydenham, dove sono ospitati i genitori arrivati dalle Mauritius, la tavola è apparecchiata con sandwiches e tazzine da the, due stanze a pian terreno, la scala che sale ripida, la casa piena di gente che piange in silenzio, parla, prepara del cibo in cucina, i fiori e i dettagli di un arredo semplice.
Una ragazza distribuisce un fascicolo con la foto di Christophe, l'Order of Service, e La Mort des pauvres di Baudelaire: C'est la Mort qui console, helàs! et qui fait vivre...

Al crematorium la cappella è cristiana multiconfessionale (credo che il prete sia cattolico ma non ne sono sicuro); l'altare è una piattaforma ovale, una croce, due candele, dei fiori di plastica.

L'Entrance Music è di Adele, Someone like you, poi un passo del Vangelo, la breve omelia del Rev. Singleton, che legge un breve ritratto di Christophe scritto dalla sua famiglia, le parole della sorella e una poesia di Baudelaire, infine la benedizione della salma e Use Somebody dei Kings of Leon.

La piattaforma si apre, la bara scende e attraverso un nastro va verso il forno crematorio, dietro all'abside, sulle note di Could you be loved di Bob Marley.

Ritorno a casa, sono triste perché la morte di Christophe fa molta tristezza, ho in mano il libretto con la sua foto:
Oh, please don't feel guilty
It was just my time to go.

1 commento:

  1. Potessimo dirla tutti a cuor leggero quella frase, un giorno.

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