sabato 16 luglio 2011

Bambini, suoceri e pagelle.

Il ventidue luglio finisce la scuola. Matilde è esausta.

Nel caso di Jacopo credo che esauste siano le maestre.

Leggendo il Profile Report (la pagella dell'anno preparatorio alla scuola), al capitolo Personal Social and Emotional Development Jacopo è "sociable, energetic and fun loving boy who prefers unstructured tasks especially those linked to messy play and outdoor activities..." insomma un simpatico casinaro!

In una pagina vengono descritte le skill del soggetto, precisamente: Communication, Language and Literacy; Mathematical Development; Physical Development, Creative Development.

A proposito di Knowledge and Understanding of the World (!) si dice che Jacopo, dopo aver imparato a schiacciare play and stop su un cd player ora deve imparare a chiedersi perché le cose accadono e come funzionano.
La frase è involontariamente filosofica, oscilla tra il senso platonico della vita e la scienza degli atomi; nella mia illusione epicurea credo sia più salutare comprendere il mondo come è fatto, non perché, ma questo più avanti nel tempo...

Jacopo preferisce giocare con i suoi due amichetti (Skandal e Hun), con cui ha stretto una strong friendship, troppo secondo le maestre, che lo richiamano di frequente quando gli viene richiesta attenzione, disciplina e silenzio.
Lui pensa di non essere a scuola, forse è meglio così: va tra quelle quattro mura per divertirsi.
Non è (ancora) un anarchico... è un leggero e questo, con i dosaggi giusti, aiuta.

Matilde (dovrei dire "invece" ma sarebbe improprio) ha un talento naturale per l'attività fisica, che riesce a conciliare con la creatività nell'espressione artistica.
Mi vedo già l'aria di orgogliosa approvazione sul viso dalemiano di mio suocero Andrea, si gonfierebbe il petto con gli occhi lucidi a forma di "Ha preso da me".

Questa idea del prendere qualcosa da qualcuno mi ha sempre incuriosito; che cosa realmente prendono (da noi, dagli altri)? piuttosto che cosa realmente diamo?
Se diamo ginnastica riceviamo ginnastica? La faccenda è complessa e la scopriremo solo vivendo.

Matilde passa sette ore della sua giornata a scuola, che cosa pensa, che cosa prova?
E strappare un commento a lei è difficile, ma ero così anche io, magari anche Cristiana.
Avrà preso da me! oooppppsss.

Io di certo non faccio nessuno sport, so che è un male non farne: trovo cricket soporifero, il calcio una puttanata stile panem et circenses, il nuoto mi ricorda le cure termali eccetera.
Ma fare un po' di autocritica mi gioverebbe: leggo troppo e dovrei stare di più con i miei figli.

La creatività, che è una sorta di senso critico istintivo, non credo si possa insegnare, ma si può stimolare. Matilde è nata in mezzo ad un ambiente fatto di giovani artisti e di arte.

Comunque sia, Matilde è molto stanca: va a scuola dal primo di settembre e fino al ventidue luglio.
Vero che in un anno scolastico gli studenti inglesi fanno una settimana di pausa ogni cinque e che sommando Pasqua Natale ed Agosto i giorni di vacanza sono pari a quelli in Italia, però...

Una cosa ancora: Paola quando va a fare la pausa caffè nel bar sotto l'ufficio di via Trento a Biella cerca di spiegare alle mamme che incontra quanto leggere sono le cartelle dei bambini inglesi.
Mi dice che la ignorano e che continuano a ciacolare, ma Paola dice la verità: la cartella di Matilde è una busta A4 che contiene il quaderno dei compiti e poco altro.
Tutti gli altri quaderni e libri rimangono a scuola e sono un bel malloppo.

Confermo che la scuola fornisce tutto, anche la cancelleria che se ne sta sui banchi dell'aula; quindi la spesa che sosteniamo per Matilde riguarda i pasti (7,50 pound per cinque pasti alla settimana) e le attività del dopo scuola: cricket street dance, le gite, gli allenamenti...

Oggi si va a Surrey Keys a vedere un film con gli occhiali 3D: meglio chiudersi in un cinema, la giornata è piovosa, domani Mati e Jacopo sono invitati a due feste di compleanno diverse, come un anno fa.

Bene. Li accompagno domani ai party e intanto ramazzo la stanza - (il regime di) Cristiana rientra dalla Palestina lunedì - poi mi leggo un libro sul divano con lo stereo acceso.

Ma da chi ho preso?

2 commenti:

  1. Sull,argomento "scuola" , confronti tra Italia e UK , ci sarebbe da scrivere una tesi o meglio dedicare un blog apposito. Sostanzialmente comunque il succo è: in Gran Bretagna la scuola è incentrata sul bambino - in Italia sui diritti degli insegnanti. Come mai?
    La POL

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  2. non vorrei scatenare polemiche assurde, ma in italia i diritti degli insegnanti sono pressoché ridotti a zero, se consideriamo che il 10% dell'organico è costituito da docenti precari...direi, che l'interesse è spostato verso l'azienda scuola, piuttosto che sull'offerta. ora non vorrei svenire sul compassionevole problema del precariato, ma capirete che l'offerta è frazionata, modificata o, peggio ancora, resettata ad ogni inizio della scuola, ovvero fine settembre circa, quando vengono nominati docenti che finalmente vanno a far lezione di quelle materie ancora " scoperte " da incarico. Dopo la nomina gli alunni non sanno se rivedranno il metodo (docente) dell'anno precedente o dovranno rieducarsi ad un altro metodo...che dire??? diritti di chi?? dei dirigenti? dei ministeri? ...argomentuccio da trattare con calma e meditazione sandra

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