domenica 10 luglio 2011

Carrot cake deception

Sono le quattro del mattino, albeggia, al 20 di Troutbeck Road la festa è finita.

Nel pomeriggio di ieri la coppia di adolescenti, nostri vicini, suona alla porta con una bottiglia di vino francese e due pacchi di caramelle, lui biondiccio, lei una di quelle ragazze che cinque centimetri in più di altezza avrebbero giovato; faranno una festa e si scusano della musica e del disturbo.
Io apro con in braccio Jacopo febbricitante, che come un velociraptor afferra le caramelle, sorride e si sfebbra in pochi secondi.

Timeo Danaos et dona ferentes.


Se il sonno dei bambini è inossidabile e a Massimo conviene prestare dei tappi per le orecchie, la mia camera per fortuna dà sul lato della strada, dove la musica arriva attutita.
Come immaginavo, a festa ormai finita, scrivo con il chiacchiericcio strascicato degli ospiti che si salutano; non sono neanche troppo ubriachi.

La giornata è cominciata con l'arrivo di Massimo che non vedevo da più di cinque anni... mi sono beccato del deceptive, l'appellativo di persona che non rende chiaro agli altri quello che fa e quale direzione prende nella vita professionale.
Ha ragione: la mia vita professionale non mi descrive completamente, né ora né mai.

Massimo mi ha conosciuto in Cattolica e poi ci siamo persi di vista nel post laurea; io all'università ero un carrarmato: consideravo studiare lo zenit della mia libertà individuale.
Lavorare ha poco a che vedere con la mia libertà, appartiene piuttosto al senso del dovere: siccome è indotto, non mi appassiona, ma nemmeno mi ripugna.

La giornata è proseguita con Matilde, che improvvisamente si accorge di essere invitata al compleanno di Clement. Nessun problema: infila il costume da bagno in una borsa, mi schiocca un bacio e si avvia con la sorella di Clement, venuta apposta a prenderla! Matilde ritorna ore dopo con la sua solita sostenibile leggerezza e io rimango lì tra l'orgoglio e l'invidia.

La giornata è terminata con riso ai funghi, trota salmonata (rainbow trout, dove rainbow suona meglio di salmonata!), pasticcio di patate con pistacchi di Bronte e la carrot cake, imbottita di marmellata di fragole, come richiesto da lady Matilde.

Sono le cinque del mattino, sì è fatto tardi... meglio, si è fatto presto, adesso scelgo tra il sonno e un caffè solubile.

Buona domenica.

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