domenica 19 giugno 2011

L'Ora del Meridiano di Greenwich 21.11

Questo ostinarsi a fare il pane. Anzi, meglio: questo ostinarsi a fare dolci, perché ora le crisi ai fornelli mi vengono in continuazione, ma davanti ai dolci.
La responsabile (a qualcuno bisogna sempre dare la colpa) è una donna affascinante di nome Lorraine Pascale.

Mi sono alzato in una classica mattina da fine settimana, ho acceso la BBC e me la sono trovata davanti, mentre la tazza di caffè rimaneva a mezz'aria e Matilde invano chiedeva dei cartoni animati.

Lorraine Pascale è lì, mi guarda, sorride di un sorriso che risplende, intanto con gesti e svolazzi leggeri, in punta di dita, sfarina, impasta, scucchiaia, assembla, ricompone e serve.
Io intanto, a bocca aperta, al pari del più innocuo degli ingredienti, mi sento avvoltolato e ripieno come un bignè, trallalero trallalè.

Nel giro di qualche giorno ho già comprato il libro, dal titolo nazional popolare di Baking made easy. Dunque tutto facile, anzi difficilissimo.
Di tutta la di lei scienza però non posseggo nemmeno la leggerezza del cucinare, a me di già insostenibile.

Mi riesce per ora soltanto la carrot cake, ma senza le stratificazioni e le decorazioni che rendono la sua versione un trionfo di colesterolo ed un sollazzo visivo. A me i tre strati non riescono, sforno torte monoblocco e ci spalmo sopra quantità di cioccolato bianco fondente: i bambini di solito gradiscono, preferiscono infatti le coperture glassate al prodotto medesimo stesso. E gli adulti, si sa, nel latte e nel the si può puciare (che verbo) qualsiasi cosa.

Ho provato anche a fare la Mojito Genoise, un'interpretazione della torta genovese, ma trovo strano che usi la farina 00 (plain) e non quella da dolci (self raising), insomma che lei eviti il lievito... mi costringe ad un eccessivo controllo della procedura, e mi sfugge l'automatismo dei tempi. Non commento il risultato. Matilde si è allontanata con una smorfia*.

Ma torniamo a lei: in fatto di eleganza Lorraine Pascale è imbattibile. Gli altri più blasonati e famosi non reggono il confronto, mi riferisco anche alla tecnica pasticciera.
Nestor Bluementhal, Gordon Ramsey, Jamie Oliver e Hugh Fearnley-Whittingstall (questi ultimi due dei veri innovatori in termini di cucina e responsabilità sociale, ma ne parlerò) mi danno l'idea o che sono appena usciti da una doccia o che farebbero meglio ad entrarci.
Non riescono ad entusiasmarmi. Capisco sia un giudizio che esce dal merito culinario, ma l'estetica ha la sua importanza e fa da cornice alla bravura.

La difficoltà delle ricette di Lorraine Pascale consiste proprio nell'eleganza dell'esecuzione e nella precisione dei movimenti. Vero è che un ricettario serve da canovaccio, ma talvolta ho l'impressione che si tratti di matematica e che sia estremamente necessario la precisione nei movimenti e nella sequenza. Questo differenzia l'alta pasticceria dalla cucina?

Comunque Baking made easy di Lorraine Pascale segue nelle vendite solo 30 Minutes Meal di Jamie Oliver. Stando ai libri di cucina e ai programmai televisivi di qualità che li precedono, dovrei vivere in un paese dalla cultura culinaria diffusa.

Non è così. Cucinare da queste parti è un'attività da spettacolo, non pratica quotidiana.
C'è molto vuoto da riempire e stomaci a cui regalar sollazzo.

Londra e la Gran Bretagna sono terre di conquista... inforchiamo le forchette dunque che si vada a cucinare.
Il fra
*Faccio meglio a concentrarmi sui piatti unici!

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