giovedì 16 giugno 2011

Italians: interview 012 (parte seconda)

....segue dal post precedente

Che cosa ha scatenato il disturbo bipolare?
Non è chiaro che cosa lo scateni, almeno secondo quello che mi hanno detto e ho letto. Qui però mi sento curata bene; tutti dicono un gran male della sanità inglese, ma avendo sperimentato entrambi posso dire che sì ci sono dei problemi: c'è burocrazia, c'è il problema di far parlare due enti diversi... Insomma ho curato una crisi di questo disturbo; il disturbo c'è ancora, non si risolve, ma si tiene sotto controllo. E lo tengo abbastanza... un analista mi aiuta e ci si sono stati degli psichiatri.
Anche se non c'è una spiegazione, tu te ne sia data una?
L'idea che mi sono fatta è che io ci fossi portata e che per una serie di stress, tra cui le malattie e l'impegno del master... per esempio non ho mai studiato così tanto.
Ti senti una persona complessa?
Mah cerco di fare tante cose, faccio volontariato quanto posso per una charity che si chiama Stonewall (la charity in difesa dei diritti dei gay, delle lesbiche e dei bisessuali).
Di che si tratta?
Faccio un lavoro d'ufficio, ma il bello è quando mi danno una mazzettona di giornali e mi dicono di cercare gli articoli che possono essere interessanti, io mi ci tuffo e sono felice,
Perché fai il volontariato, lo dici in relazione alla complessità...
Si per la complessità... sono stata sempre “complessa”. Poi per me la questione dei diritti gay è fondamentale, se qualcuno mi chiede di identificarmi, io mi identifico come bisessuale.
Tu ha un certo punto nel blog scrivi: “Partiamo dal presupposto che tutti noi preferiamo una società in cui il colore della pelle e l'orientamento sessuale sono ininfluenti nell'avere diritti e opportunità. Peccato che non ci viviamo!”
Non ci viviamo certo, quindi facciamo qualcosa.
In Italia avevo provato ed ero rimasta molto delusa: ero andata ad una riunione di un gruppo lesbico a Milano e avevo scoperto che c'erano ben quattro di gruppi lesbici a Milano, uno in lotta con l'altro, sembrava una scena di Brian di Nazareth.
A Londra vedo un altro mondo, frecciate pesanti sì, però al Pride vanno tutti insieme
Come nasce questo impegno?
Ci vedo un nodo, un nodo di personale esperienza con altre persone: mi ricordo al Liceo un mio compagno gay aveva tentato il suicidio per questa cosa; la reazione di una delle prof era stata fare battutine. Lei era di CL, ma io ricordo che mi son sentita morire: per lui, per me, per chiunque potesse esser gay nella classe; come faceva quella prof a dirlo.
Perché non ci viviamo in un mondo dove essere gay è una delle cose della vita...
Ti parlo di Milano e Londra: in parte si deve ad un retaggio culturale forte: ai tempi di mia madre non era normale sapere che qualcuno era gay. Io l'ho scoperto a 14 anni e la mia prof del ginnasio mi ha spiegato che Achille e Patroclo beh insomma erano amanti: “ah davvero esiste anche questa possibilità?” nessuno me l'aveva mai detto.
Credo che da un lato la comunità gay debba mettersi a spiegare: c'è ignoranza e da lì nasce la paura del diverso; penso sia anche una questione di vocabolario: bisogna usare le parole giuste, certo non si può imporre, ma allo stesso tempo bisogna direi dei no.
In Italia poi la situazione dei diritti gay è imbarazzante, io ho sentito persone anche ben intenzionate nella teoria dire: “ma sei sicura che gay non si diventa”. Parlarne nelle scuole sembra impossibile, ti dicono: “sei sicuro che non si faccia proselitismo?” Ho sentito usare questa parola, anche da un persona molto bene intenzionata, di sinistra.
Quanta strada...
Quanta strada c'è da fare in Italia per una sinistra che abbia il coraggio delle proprie azioni ed opinioni? Anche se la questione gay e del razzismo è qualcosa di trasversale, perché ci sono gay a destra e a sinistra e non dovrebbe contare.
Ma tradizionalmente la sinistra dovrebbe prendersi cura del progresso e del cambiamento sociale.
I Dico in Italia erano abbastanza offensivi, addirittura non ci si presentava insieme allo sportello per evitare... non so cosa.
Che cosa manca alla sinistra per essere tale?
Smettere di esser suddita, terrorizzata per la precisione, dal Vaticano.
Il Vaticano ha chiaramente scelto per Berlusconi; pensa a CL, che è una corrente di Forza Italia, per battere il Vaticano, la sinistra deve differenziarsi
Dicendo cosa?
Puntando sui diritti civili veri; deve riprendere in mano, sentire di nuovo la base, rifarsi una base, perché la mia impressione, derivata dall'esperienza di amici nei partiti, è che la sinistra e anche la destra, ma non lo so, si parlino addosso, si esaltino con le proprie parole d'ordine, ma non vadano a cercare cose nuove nel mondo e ce ne sarebbero molte.
Tu sei una persona di fede religiosa, dal blog si vede chiaramente... il tuo non essere esattamente eterosessuale con la fede non è in contraddizione?
No, anzi, il contrario. Intanto io sono cristiana valdese. Sono stata agnostica per dieci anni circa, poi dopo un cammino di preparazione, nel 2004 sono diventata valdese.
Già dagli anni sessanta c'è il sacerdozio femminile, poi certo è una chiesa molto aperta sul fronte dei diritti.
Ma io non sono valdese "perché i valdesi sono gentili con gli omosessuali (a differenza dei cattolici, più o meno implicitamente)". Io sono valdese perché mi ritrovo in una serie di professioni di fede tipiche di quell'area di cristianesimo, per esempio: la mancanza di libero arbitrio dell'uomo, almeno su molte cose fondamentali; il dovere/diritto di avere una propria idea sul sacro senza prendere per oro colato quel che ti viene dall'alto (fermo restando l'importanza del parere di quelli che quel sacro l'hanno studiato più di te); la salvezza per fede; la mancanza di "santi" nel senso cattolico...
Poi, credo non sia un caso che da queste posizioni "teologiche" discenda una posizione di apertura (e di impegno per l'apertura del mondo!) nei confronti dei "non-conformi" (donne, gay, transgender, migranti...), che ritrovo – di nuovo - come mia.
Mi dici un luogo di Londra che ti piace molto e un ristorante..
Borough Market, mi piace l'atmosfera e quelle bancarelle così diverse e il ristorante giapponese Ten Ten Tei a Brewer Street, Soho.

Il blog di Marta: www.feathers.me.uk

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