lunedì 30 maggio 2011

L'Ora del Meridiano di Greenwich 18.11

Enza Rejna direbbe pensieri sconvenienti, i miei invece sono convenienti; convengono a me se non altro, forse sono anche a buon mercato: la convenienza talvolta non è solo dei prodotti a scaffale, ma pure dei pensieri.

E i pensieri capitano e spesso non prendono forma compiuta, perché il Meridiano è preciso solo sulla carta.
Io non altrettanto: complice la mia assenza da Troutbeck House per il bank holiday, lascio qui di seguito scorrere quattro riflessioni che non sono ancora riuscito a far marciare in fila lungo appunto la linea immaginifica, ideale e fantastica, che per me è il Meridiano di Greenwich.

Uno. Vivo bene a Londra, mi pare tutto più semplice; intendo la vita, la famiglia, la scuola, il lavoro, la cucina, l'arte, la casa, la burocrazia, le farmacie, la posta, i mezzi pubblici, la BBC, ordinare on line, la return policy, il sistema elettorale, i partiti, la monarchia, i parchi e i weekend.

Eppure, nonostante o in ragione di questa semplicità, non sono mai stato italiano come adesso.

Due. Generazione non pensata: la nostra, quella dei nati nel settantuno e dintorni, amati certo e voluti, ma dati per scontato, appunto non pensati.
Cresciuti negli anni ottanta, noi avevamo tutto, si stava bene e si vedeva ricchezza in giro, si sistemava la casa e si mangiava in tavernetta, nei weekend si andava pure a sciare.
Nulla per cui combattere, tanto era tutto a posto, così abbiamo dimenticato la semplicità e coltivato il mondo interiore come fosse l'unica realtà.
Ora stiamo come stiamo, siamo fortunati, ma manca qualcosa che si fa fatica ad ammettere, perché non sappiamo che cosa sia... e non c'è un quarantenne che fa politica.
Non è mai troppo tardi.

Tre Sinistra: ho (quasi) sempre votato i radicali, non importa da che parte stessero, mi interessava che tre o quattro idee passassero:
la liberalizzazione delle droghe leggere, il testamento biologico e l'eutanasia clinicamente assistita, il riconoscimento delle coppie di fatto, i diritti delle persone gay lesbiche e transgender, all'interno della più completa laicità dello Stato (a cominciare dall'abolizione dell'attuale sistema dell'otto per mille).
Nessuna di queste idee è passata. Di nessuna di queste la Sinistra parla. I radicali intanto sono invecchiati, Emma Bonino le ha provate tutte e Marco Pannella credo sia in fin di vita.
La Sinistra cambia nome, ma rimane un vaso vuoto in cerca di identità, la cosa che più di tutte dovrebbe cercare.

Vivo in un paese, l'Inghilterra, che non senza difficoltà dà per scontato i diritti individuali e considera la religione un fatto rispettabile ma privato.
Nel mio paese chiacchieriamo a vanvera e con vomitevole leggerezza di immigrati, gay, moschee e malati terminali, con un occhio sempre più strabico verso la curia di santa romana chiesa, fintamente ignari di quanta sia la polvere sotto i nostri tappeti.

Confido molto nelle generazioni più giovani, se non siamo stati o non siamo degli attori, possiamo almeno essere dei buoni maestri.

Quattro. Durrenmatt, La Morte della Pizia, Adelphi: ho portato con me questo libro, piccolo, tragicomico e strepitoso, che rileggo ogni qual volta cerco parole molto migliori di quelle che troppo spesso non sono capace a trovare.

Una collega a cui regalai il libro mi disse: "Vedi Fra qui a pag.53 è descritta la situazione che stiamo vivendo noi."
Nel passo, la Sfinge parla di Laio, tiranno di Tebe, padre di Edipo: "...essendo la dittatura dei tiranni lunatica e capricciosa, i sudditi hanno la sensazione di godere di una certa libertà. Non si sentono tiranneggiati da una arbitraria necessità, ma piuttosto da un arbitrio assolutamente casuale che permette ancora una qualche speranza."

Solo per dirvi, qualunque cosa abbiate tratto dal passo e dal Meridiano n°18, che io nutro speranze. Sempre.
Il fra

6 commenti:

  1. condivido il post.
    nessun quarantenne fa politica attiva..

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  2. Grillo Parlante30 maggio 2011 21:38

    Dall'Italia vivere la vittoria di Piasapia e De Magistris è stato davvero grandioso: sembra quasi l'8 settembre. In questo non invidio te che stai a Londra e hai votato sempre radicale...

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  3. uno:
    Io quando sono "scappato" a londra me ne innamoravo, ogni giorno di nuovo, per la novità che proponeva senza chiedermi nulla in cambio (vd. cuore).
    Credo che la città d'origine sia un po' un genitore che volente o nolente, esplicitamente o intimamente non smetti mai di amare.
    Per questo, quando un luogo che non ami allo stesso modo ti fa star bene, inevitabilmente il pensiero nostalgico va al "genitore rifiutato", che vorremmo fosse capace di ricambiare l'affetto.

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    due:
    Il sessantenne è rimasto legato ai suoi tempi, in cui gli ideali e la politica potevano rappresentare il senso di una vita, e partendo dai suoi principi etici cerca di rapportarsi con la realtà di oggi, generalemte non riuscendoci, ma talvolta sì.

    Il ventenne di oggi odia o ama Berlusconi. Non credo abbia avuto il tempo di imparare cosa si possa fare attraverso la politica perchè per quel che ne sa si tratta solo di un grande show di cui vuoi essere il protagonista o non t'importa nulla.

    Il quarantenne forse, non vendo avuto bisogno di agrapparsi ad un ideale ben preciso nè di schierarsi contro un nemico ben definito, rimane inerte sotto il profilo politico semplicemente perchè non ha quell "istinto" che lo spinge ad agire su quel fronte per stare bene. Per lui la politica non è una necessità quindi se ne tiene alla larga (atteggiamento anche sano se vogliamo ;) ma su grande scala finisce per essere autolesionista).

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    tre:
    Capisco la tua sfiducia nella politica, che anch'io ho accarezzato per parecchi anni, ma davvero, in queste ultime settimane l'aria che si è respirata qui a milano era qualcosa di assolutamente nuovo.

    Pian piano Pisapia e tutti quelli che hanno lavorato con e per lui, hanno davvero riaperto una finestra di contatto fra la politica e la gente, tanto che giorno dopo giorno, sempre più persone, soprattutto ragazzi, hanno cambiato atteggiamento nei confronti della politica. Non della persona Pisapia ma del "rappresentante" Pisapia. E' questa la grandezze di ciò che è successo: i ragazzi si sono riavvicinati alla politica, se la politica è quella che hanno visto in queste settimane (o almento questo è quello che è successo a me e che mi sembra di aver visto negli occhi di chi era nelle varie piazze che abbiamo riempito girno dopo giorno).
    Ho visto piazze piene di giovani sotto la pioggia scrosciante (e fredda), senza "trincare vinello per fare i fighi", senza "spaccarsi di canne per fare gli alternativi", senza cori da manifestazione liceale, semplicemente lì ad ascoltare le persone che dal palco li "scaldavano" e condividevano il loro entusiasmo.

    Per quanto riguarda i temi di cui parli, certo i radicali sono gli unici che da sempre puntano su quei 4 temi, ma c'è da dire che parlano di poco altro. Questo secondo me non è un male, ma individua per loro un ruolo ben preciso che è quello di grilli parlanti sulla spalla di chi governa affrontando i problemi più classici (e popolari).
    Purtroppo in un paese di matrice cattolica com'è l'Italia, sarà dura riuscire ad unire una maggioranza in grado di comprendere, prima che accettare, la necessità di laicità dello stato (e di conseguenza per effetto domino tutte le altre idee di cui parli).

    Io personalmente non nutro grande fiducia nel movimento radicale, dato il loro altalenante ruolo politico (secondo me dovuto ad un eccessivo attaccamento a certi ideali che, seppur assolutamente condivisibili, li rendono fondamentalmente qualunquisti su molte altre questioni), ma di alcuni suoi esponenti sì.

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    quattro:
    Condivido il concetto ma non il pessimismo perchè ieri è successo qualcosa di memorabile.

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    non rileggo tutto perchè mi annoierei amorte da solo. Spero di non aver scritto troppe baggianate.Mi raccomando, smetti pure di leggere quando vuoi tanto sto papiro rimarrà come un cyber-fossile nel web per l'eternità! Uaaahahahahahaha!!!

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  4. @grillo parlante. Capisco l'entusiasmo. Ma le amministrative non sono le politiche. Che alternativa alle destre proponiamo all'Italia? I radicali c'entrano poco ormai (peraltro hanno appoggiato Pisapia e hanno un consigliere comunale, Marco Cappato un ragazzo in gamba) ma la sinistra dei diritti non esiste ancora, anzi e' latitante e frammentata. Il Labour e il Psoe hanno fatto politica dei diritti in pochi anni.
    @jack, caro amico i diritti sono diritti e se poi per il voto cattolico li tacciamo o facciamo finta di niente allora siamo uguali agli altri. Una vera sinistra li sostiene, ma quale sinistra di grazia? quella di di pietro, di bersani, di vendola? forse di vendola.
    Io continuo a nutrire speranze, tu rendile possibili, hai vent'anni forza! E se pensi che due ragazze possano convivere civilmente, se pensi che uno si possa fare una canna in pace, se pensi che tua nonna possa morire e non essere nutrita articifilmente, perche' quella di morire e' la sua volonta', se pensi che la legge sulla fecondazione assistita e' aberrante per la donna, se pensi che l'otto per mille sia un meccanism,o ingiusto che finanzia la chiesa cattolica in maniera spropositata... fatti avanti, dillo al partito che voti e alle persone che sostieni. Lo farai per me e ti soterro' come da ora gia' faccio. Un abbraccio
    @katia e@daniela grazie.

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  5. io credo che i diritti di cui parliamo (a parte quello di farsi una canna in pace che, seppur molto apprezzabile, lo metterei comunque su un piano decisamente inferiore rispetto agli altri) non sono ignorati da chi ora è in testa a milano, semplicemente in campagna elettorale non erano punti cardine su cui giocarsi i voti...vero che fin'ora nessuno ha mai fatto troppo per risolvere questi paradossi della democrazia e di uno stato presunto laico, ma credo che una nuova sensibilità sia sorta ultimamente da queste parti. supportata dall'inno: "l'appartenenza è avere gli altri nel cuore. Se non stanno bene gli altri non sto bene nenach'io."
    e non so se hai visto le immagini...i radicali erano in prima fila! :)
    sono sicuro che ora ci sarà spazio per batterci anche per questi diritti civili. a presto!

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