domenica 10 aprile 2011

L'Ora del Meridiano di Greenwich 14.11

Quando i capitoli iniziano spesso con una descrizione del tempo atmosferico alberi cielo vento e temperature, il romanzo mi risulta mortalmente noioso.
Ultimamente non riesco a finire neanche un libro: li impilo tutti sul davanzale della finestra che mi fa da comodino.

Ma dato che sono indulgente solo con me stesso, non posso fare a meno di parlare della primavera, degli alberi in fiore lungo le strade di Londra, del cielo azzurro di questi giorni, del vento della sera eccetera eccetera eccetera.

Ieri ho incontrato un amico italiano in bermuda e maglietta color pastello, elegante ma per fortuna senza infradito ai piedi: italiani a Londra sì, ma con stile; ci siamo presi un caffè seduti all'aperto, io, come al solito nero vestito, sentivo appena un certo tepore.

Per le vie del centro la nudità è leggera e se i turisti italiani o mediterranei camminano con gli arti coperti e lo zaino, i londinesi invece esibiscono carni bianche flaccidine ed un po' sudaticce, effetto marmellata al sole.
In prossimità dei parchi i corpi si rilassano completamente e si prende il sole come in spiaggia. Qualcuno fa esibizione di sé, ma la folla inghiotte tutto: anche il bipede più eccentrico.

A King's Road gira il ricco borghese, l'europeo un po' snob, l'informale chic: caviglie a vista su sandali in pelle, occhiali da sole, chiffon, camicie bianche su jeans, passeggini accessoriati, furore di dettagli ed accessori. Non si vede una coppia di colore neanche con il cannocchiale.

D'obbligo la visita alla Saatchi Gallery, metri cubi sprecati dove va in onda l'arte dei collezionisti da portafoglio, vuota e senz'anima: tele enormi, mostruosità tridimensionali che hanno il valore che l'economia di mercato ha assegnato loro. Il talento sta nella bulimia, la cultura altrove.

L'urbanistica di Kensington e Chelsea però restituisce alla bellezza le giuste geometrie; a rendere nitidi i contorni ci pensa appunto la giornata di sole.

Nei quartieri di periferia invece si cammina a torso nudo con le cuffie, le ragazze indossano spolverini, impazzano gli infradito, i fianchi splafonano e i bambini girano solo con il pannolone indosso.
Il cibo a buon mercato nutre i copri più del dovuto, si mangia camminando e si posa il culo non appena manca il fiato. Le etnie impazzano, i neri soprattutto, musiche ad alto volume, macchine accessiorate, unghie lunghe e colorate, dettagli in evidenza e kitsch fuori moda, ma in piena street fashion.

Dovunque il pudore passa in secondo piano: vince la giornata di sole, vince il weekend, ci si veste come vuole e ci si veste per l'aria aperta. Tutti gli angoli del corpo, grassi o magri che siano, hanno diritto di godere la primavera: un'aria da trionfo democratico, una cosa di popolo.
Forse il sole è il più democratico dei pianeti e aprile il meno crudele dei mesi.

"Non hai idea come sia la primavera a Londra" mi ha detto un ragazzo pakistano in un bar di Shoreditch "diventa calda e lunga e piena di sole, se vuole". In realtà abbiamo parlato d'altro ma una nota sul tempo non deve mancare mai in una conversazione occasionale.

Osservare la varia umanità, a cui beninteso si appartiene, è un esercizio meno noioso che parlare del tempo atmosferico, ma tenere lo sguardo orizzontale non basta.

Virginia Woolf amava passeggiare per la città nelle sere d'inverno, proprio quando il freddo spingerebbe chiunque ad affrettare il passo verso casa.

Insieme alla città degli uomini però convive anche la città verticale, quella degli edifici e degli alberi, che ci sta attorno e che ci sovrasta.

E con questo invito ad alzare lo sguardo dovunque siate concludo, se facessi un qualche passo in più, scivolerei goffamente su qualche luogo comune.
Il fra
*Dimenticavo: Buona Pasqua a tutti; il Meridiano con la scusa di una serie di festività al di qua e al di là della Manica ritorna l'otto maggio, dopo lungo e immeritato riposo.

2 commenti:

  1. (molta invidia per la pausa lunga) ma soprattutto buona primavera

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  2. vero fra,
    l infradito oramai le considero come l'adesivo JPS nero/bronzo appiccicato sulla giulietta 1600!
    baci a voi tutti paoloc

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