mercoledì 6 aprile 2011

In my shoes

Le scarpe... per quest'anno non voglio più calzare alle feste comandate o anche solo occasionalmente un quaranta e mezzo con tacchi ; basta! perché i ciliegi giapponesi (ma davvero?) stanno per fiorire, le giornate si allungano e madre natura non mi ha dato i piedi di una geisha.

Sabato, mentre Cristiana stava mettendo i cartelli direzionali fuori dalla porta, una macchina ha rallentato e parcheggiato davanti a casa, scendono due signori, uno dice:
"Scusi che cosa fate qui? un open studio?... Noi abitavamo qui al 22, cinquanta anni fa con i nostri genitori, che adesso vivono a Norwich..."
Stupore collettivo, breve visita e mancia augurale di sette pound.

"La casa da fuori è brutta, però quando entri cambia...".
Così una inglese dal viso rattrappito e capelli neri ha apostrofato Troutbeck House durante l'open studio di domenica, alla faccia del politically correct.
Ho guardato la punta delle mie scarpe che si sono strette e per cinque minuti ho calzato un trentotto, soffrendo pene inenarrabili, poi la tipa è uscita e le scarpe si sono rilassate.

E così la prima exibition è trascorsa, in attesa della prossima che faremo con CTRLZAK, prego informarsi, seguiranno dettagli.

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