venerdì 8 aprile 2011

El Consolador de la Republica das Bananas

Decidiamo che è ora di fare i passaporti ai bambini. Non che in realtà ci servano, ma è uno di quei simboli di  appartenenza che da 'immigrati' sentiamo il bisogno di avere.

E' l'inizio di gennaio, e comincio a confrontarmi con le pagine 'passaporti' del Consolato Italiano a Londra

Nonostante creda di padroneggiare piuttosto bene la lingua italiana, molti punti mi risultano oscuri e la procedura non molto chiara. Si possono chiedere informazioni via email, ma alla mia email nessuno risponde. Si può telefonare (dalle 2 alle 4 due volte a settimana), ma alle mie pur lunghissime telefonate nessuno ha mai risposto. Decido allora (ho altra scelta?) di seguire la procedura consigliata e di prendere un appuntamento via sistema telematico. 
Prima data disponibile: alle 11.24 del 1 Aprile. Prendere o lasciare.

Preparo con cura tutti i documenti - ho tre mesi di tempo.... - e il 1 Aprile mi reco con Jacopo al prestigioso indirizzo di Belgravia Square. Ingenuamente penso 'se l'appuntamento è per le 11.24, meglio arrivare per tempo, saranno fiscali al minuto!' e alle 11.15 varco la soglia. 

Dopo i controlli all'entrata passo alla sala passaporti: in coda, prima di me, almeno 40 persone. 
Schiatto di malumore a pensare che dovrò passare la giornata intera lì dentro con Jacopo, che all'una dovrebbe anche andare a scuola. 

Nel frattempo, allo sportello, si sta per materializzare una tipica scenetta all'italiana...me la godo.
Dopo aver fatto richiesta per il passaporto del figlio ed essersi visto arrivare (a Brighton) un passaporto con 'bambinA' invece di 'bambinO' il padre qui presente è dovuto ritornare a Londra per rifare il documento da capo. Non paghi del disturbo arrecato, allo sportello gli stanno richiedendo la delega della moglie (evidentemente rimasta a Brighton) che lui aveva già presentato per fare il passaporto poi annullato! 
Il signore - che probabilmente pensa di essere finito o su Scherzi a parte o su Marte - non riesce a capacitarsi di tanta follia burocratica e cerca con insistenza il supporto dei compaesani in attesa. 
Alla sua richiesta di un n° di fax (forse per far mandare la delega?), l'impiegato risponde che il numero è appeso allo sportello ma che è meglio che sia il signore stesso a scriverlo con le sue proprie mani così se sbaglia non è responsabilità dell'ufficio! 

L'impazienza mi sale dalle scarpe e decido di chiedere spiegazioni sulle procedure: ma dopo quanto tempo mi danno i passaporti dei bambini per esempio? informazione impossibile da recuperare via internet.

L'impegata all'entrata mi dice tre mesi. Decido che non vale la pena passare la giornata lì dentro per poi aspettare altri tre mesi e vado verso l'uscita dove chiedo alla guardia l'indirizzo per poter spedire i documenti via posta. 'Ma suvvia signora, è venuta fino a qui. Aspetti, mi dica come si chiama che la faccio passare!'

Velocemente passo in rassegna le mie possibilità: 
1. indignarmi e uscire (e poi spedire tutto per posta); 
2. approffittarne; 
3. far finta di niente, con galanteria andarmene e poi spedire per posta. 
Opzione 3 scartata immediatamente, passo alla 2. Fornisco il mio cognome e ritorno con aria indifferente nel girone dantesco. 

Dopo pochi minuti allo sportello fanno il mio nome, non posso crederci. Ma ormai qui sono e vado fino in fondo. Cerco di imprimermi sulla faccia un'aria tipo 'scusate ma ho una malattia pazzesca e devo per forza passare davanti a tutti' o simili e mi avvicino. 
L'impiegata raccoglie i miei documenti, mi guarda e dice: ma lei deve fare due passaporti. Però ha preso solo un appuntamento, quindi le posso fare solo un passaporto, mi spiace è il regolamento! 
Ecco, ora su Scherzi a parte ci sono io!

Nonostante dentro di me stia montando bile e controbile e stia pensando a quale parte del bancone sbranare per prima, decido di fare faccia da schiaffi e vedere come va a finire. 
E infatti va finire all'italiana: i passaporti me li fa tutti e due e che anzi, me li consegnano direttamente venti minuti dopo, fatti e finiti.

Alle ore 12.30 passo il confine italiano e mi godo Belgravia Square.

*Trovate qui un articolo sul Console: elogi sul centralino automatico e altre amenità.

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