domenica 17 aprile 2011

Domenica di coppia

Coppia senza figli (in Italia dai nonni) per le vie del centro, perchè Londra notoriamente ne ha uno.
No sbagliato: Londra ne ha più di uno, ma accade che l'euforia turistica si concentri a Oxford Street e al Madame Tussauds: un quattro stanze al costo di venti pound con orario d'entrata e (lunga) fila d'ordinanza.
Alla signora Tussauds va il premio marketing: nulla di più inutile di venire a Londra e vedere delle statue di cera, eppure si muove, anzi muove milioni di turisti.

Senza essere troppo alternativi, ma bianchi e british, si può solo incrociare Oxford Street e intravedere il Madame Tussauds camminando da Bond Street Tube Station* lungo James Street fino a Merylebone High Street, poi da Baker street fino a Myfair. Facile no?

Due ore di passeggiata abbondanti con soste comprese, una punta di invidia, (ma poi per cosa?) ma anche un certo divermento.
Al The Natural Kitchen si mangia organico e biologico. Indimenticabile l'ingresso di famiglia aristocratica in pausa domenicale: lui in giacca di tweed grigia e pantaloni del pigiama, il filgio in giacca di tweed grigia e pantaloni del piagiama, la figlia in golfino di tweed grigio, gonnellina occasionale e ciabattine. Non manca il cinquantenne con la giovane accompagnatrice, in scollo a v azzurro dai gomiti lisi.

Dopo un concentrato di carote e un piatto misto di verdure dal nome eloquente (detox) si esce con lo stomaco che invoca del gluttamato di sodio. Visitiamo negozi di design (che Cristiana stronca), tutti un po' classici e troppo cari.

Baker street,
se percorsa a passo serrato, conduce verso Grosvenor Square, dove imponente come la sede di una qualche servizio segreto innominabile, l'ambasciata americana fa mostra di sè: vetrate e cemento armato, tanto quanto le guardie agli ingressi, lungo la facciata le cinquanta bandiere degli stati, come tante tshirt colorate. Un aquilotto abnorme in cima all'edificio... più che un'ambasciata sembra una pezzo di una portaerei pronta a fare fuoco (!).

Vagamente intimoriti raggiungiamo Mount Street... le case sono rossastre, splendide, girano taxi e auto di lusso decappottabili e i soliti cinquantenni in camicia azzurra.
Diresti che si assomigliano tutti: un gruppo di cloni con pancetta e zazzera grigia, orologio d'oro e denti bianchi, evidentemente felici.

Conduit Street: Vivienne Westwood, Issey Miyake e Yoshi Yamamoto, curioso guardare come i clienti comprano, i giapponesi sopprattutto, così timidi e discreti.

A Soho compriamo delle ciotole di miso, non importa se abbiamo già la casa piena di ciotole: sempre e solo nei dettagli scopriamo di essere ridondanti.

Poi la serata finisce a casa di David con gli spaghetti alla bolognese.

La favola dimostra che la coppia senza cucina e senza figli non ha un centro (come Londra).
*sul lato di James Street da vedere St Christopher Place

1 commento:

  1. ganzo, un punto d'osservazione insolito su Londra, complimenti.

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