domenica 27 marzo 2011

L'Ora del Meridiano di Greenwich 12.11

Gayle e Londra, anzi Gayle a Londra, nell'East, quello degli artisti, a due passi da Regent's Canal, che divide Tower Halmlet da Hackney; la casa a Wadeson street, quando entrai la prima volta, sul tavolo arance pomodori e un martini.

Gayle che mi porta da Liberty, a Borough Market, al Browley by Bow Center, che parla del Columbia Flower Market, di Spitafield, di Broadway Market.

Gayle che conosce la città come periferia e dettaglio, come un insieme di posti, quotidiani, raggiungibili e fuori dagli stereotipi: la cafeteria di Victoria Park, i noodles di Mr Lo, la Libreria italiana di Ornella, Goodwins court, il Lounge Lover...

Faticoso seguire il passo veloce di Gayle, lo scatto dei capelli, financo lo sguardo; la vita di un artista poi non è facile, non bisogna solo far quadrare i conti, non basta essere giovani e belli e non basta vivere a Londra.

Parlare della bellezza di Gayle sarebbe troppo facile, se non passasse attraverso un costante sottrarsi all'apparire, se non fosse la vivente espressione di uno stile sobrio, quasi diselegante, fuori moda.

Di episodi legati alla sua bellezza ne conosco troppi, per non cascare nel clichè. Ma la bellezza è un'arma a doppio taglio: da servirsene e da scansare, esiste ma passa e può distrarre dal vero talento.

E il talento di Gayle, come la sua bellezza, difficile dire dove sia: se nella natura o nell'artificio, nel particolare o nell'insieme, nell'intero o nel residuato.

Quando la vedo (e la vedo ormai troppo poco pur abitando nella stessa città) penso a lei come a un'archeologa della contemporaneità.

Nelle sue fotografie si fissano paesaggi che sono stati o diventeranno siti archeologici, senza tempo e datazione, paesaggi fatti di resti di plastiche e di cibo, ingrandimenti di materiale scartato, finito nell'oblio del rifiuto, dello scarto.

Prima di diventare fotografie quei paesaggi sono stati ceselli e sculture fragili ed effimere, fatti di tagli e odori, messi insieme con la memoria e con gusto enciclopedico.

Infine la pulizia formale, le cornici, i colori e i supporti: il risultato finale dei suoi lavori è di estremo buon gusto, un'estetica pulita e lineare.

Esattamente quella bellezza che ama mostrare e condividere dei posti di Londra e quella tutta sua... informale, elegante e unica.

A lei abbiamo dedicato la prima mostra di Troutbeck House.
Il fra
Qui il sito di Gayle.

1 commento:

  1. molto belle le foto di gayle.
    pubblicherete on line le immagini della mostra vero?
    baci
    paoloc

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