domenica 20 marzo 2011

L'Ora del Meridiano di Greenwich 11.11

"Sai che oggi vado a scuola in pigiama?"
Non le rispondo, ormai non mi sorprendo più.

Il diciotto marzo per il Red Nose Day, tutti o quasi (automobili comprese) giravano con un naso di plastica rosso da pagliaccio, un'intera nazione a raccogliere fondi per enti e istituzioni benefiche. Alla Edmund Waller School andava in scena una giornata di lezione in pigiama (party), di vendita di torte e di buoni propositi.

Qualche giorno fa Matilde scende a fare colazione vestita da scolaretta vittoriana: cuffia, camicia bianca con pizzi, grembiule domestico e gonnellone grigio alle caviglie.
Rimango a bocca aperta qualche secondo, mi parla di trip in una scuola vittoriana, mi dice che ha paura che la maestra usi la bacchetta sulle dita, che deve quindi lavarsi le mani meglio del solito. E' molto eccitata e non vede l'ora di andare.

Tra qualche settimana andrà in gita tre giorni con la classe nel Kent, in una sorta di adventure playground, quindi si divertirà e imparerà a gestirsi da sola.

L'anno scolastico qui va da settembre a luglio, è diviso in tre Term (quadrimestri), ogni cinque settimane di frequenza si fa una settimana di pausa ed in ciascuno dei Term Matilde studia argomenti e soggetti diversi: l'Inghilterra vittoriana poi l'India e adesso gli Egizi...

Nel mio passato scolastico gli Egizi si studiavano alle elementari, alle medie e al Liceo, in un crescendo di dettagli; i dinosauri invece venivano confinati in un'era indefinibile e liquidati per quello che erano: ritrovamenti ossei mortalmente noiosi. Qui sono oggetto di studio al pari dei Celti.

La storia così mescolata non capisco se sia frutto di un metodo diverso e se la nostra mediterranea consecutio temporum degli eventi sia più utile della confusione temporale che si fa da queste parti.
Mentre di certo vedrò mia figlia vestita da Iside incamminarsi verso al scuola walking like an egyptian, non vorrei che in futuro Nefertiti venga scambiata con l'eccentrica secondogenita della regina Vittoria.

A livello teorico mi ha sempre affascinato l'idea di far studiare la storia e l'arte al contrario, cioè a partire dal contemporaneo: i bambini potrebbero trovare più comprensibile Andy Warhol di Fidia, più osservabile l'Inghilterra dell'Egitto; come tirar fuori la creatività dei più piccoli se non attraverso l'oggetto, il gioco, l'espressione, il colore? però...
... non riesco ad uscire dal mio sistema educativo e mi scopro, come dire, un tradizionalista conservatore.

Ammetto che mi viene la nostalgia della maestra, che noi italiani chiamiamo sempre per nome come la mamma.
La mia si chiamava Adriana e da lei so di aver imparato molto di più che nozioni elementari; Olga e Antonella hanno insegnato a Matilde come scrivere bene e un certo senso dell'ordine che l'ha molto aiutato nei suoi due anni di scuola inglese, il primo con Mr Naught poi con Miss Henson.

Il nostro sistema scolastico* rende robusti e meno farfalloni; si tratta di capire fino a che punto quelle nozioni diventino utili.
Ho l'impressione che la differenza stia qui: nella semplificazone inglese la nozione viene resa un oggetto visibile e quindi comprensibile, non solo: si insegna lo spirito critico, si insegna ad avere un'opinione.

Noi resistiamo alle novità, rimaniamo piuttosto fedeli a noi stessi, a tutto quello che dobbiamo trasmettere in grazie della nostra millenaria cultura.
Ossessionati dalla dimensione storica, non affrontiamo il contemporaneo: come si può studiare la Seconda Guerra Mondiale senza conoscere le Guerre Puniche e Annibale? Meglio pontificare su Augusto e Carlo Magno che andare a impelagarsi con fascisti e partigiani. Il nostro passato recente è ancora troppo politicizzato, ambiguo... insomma un nervo scoperto.
Di certo non mandiamo i figli a scuola in pigiama e vestiti da carbonari o mazziniani in gita a Teano per celebrare l'Unità d'Italia!
I plessi scolastici non prenderebbero neanche in considerazione l'ipotesi liquidandola come bizzarra, figuriamoci i genitori...

Però potremmo adottare in Italia le cartelle leggere come buste A3 che si usano qui e far leggere più libri, commentarli e disegnarli e non più soltanto interpretarlo: insomma non solo chi è Pinocchio ma anche se piace e perché.

Nella perfida Albione a rendere meno pesante (nel senso anche letterale del termine) l'impatto con la scuola per i bambini e per le famiglie libri quaderni e matite sono forniti gratuitamente a casa si porta solo il quaderno dei compiti.

Perchè non avvicinare i due sistemi e gettare il cuore oltre l'ostacolo delle Alpi e le correnti della Manica?
Ne parlerò alla maestra Adriana, ammesso che dopo quasi trent'anni mi riconosca ancora.
Il fra
*Però i tassi (non gli animali) di abbandono scolastico al duemilanove tra l'Italia (19,2%) e l'Inghilterra (15,7%) sono simili, comunque sopra la media europea (14,2%): il problema ancora c'è e probabilmente non è solo legato al metodo.

2 commenti:

  1. Nice post.newspaper job ads at http://toppakjobs.blogspot.com

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  2. invio anch'io una voce alla maestra Adriana, che i ns figli non s'incurvino come le generazioni precedenti sugli stessi vecchi banchi in formica

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