domenica 6 marzo 2011

L'Ora del Meridiano di Greenwich 09.11

Un po' di più di mezzo pound è quello che il contribuente ogni anno paga alla Regina Elisabetta per l'esercizio del suo ruolo e dei suoi doveri di rappresentanza.

Apparteniamo anche noi quattro alla categoria; pertanto l'equivalente di un cappuccino annacquato con schiuma di latte flottante e un brownie finisce nelle tasche di Sua Maestà, la quale è certamente ricca di suo (ha un immenso patrimonio personale) e del mio cappuccino farebbe volentieri a meno a vantaggio di un fumante the con le amiche.

Comunque la faccenda è seria e si chiama Civil List, ovvero il contributo che il governo dà alla Regina (in vigore dal 1760!) in cambio della gestione patrimoniale delle proprietà della Corona, ammonta a 7,9 milioni di sterline, è congelato da decenni e non basta più per tirare avanti la monarchia.

Il governo vuole abolire o quasi la Civil List e restituire parte della gestione patrimoniale alla Corona stessa. Quest'ultima cosa è rischiosa, perché la famiglia reale potrebbe recuperare un peso maggiore sulle scelte politiche dei governi e condizionare il potere legislativo del Parlamento.
Per alcuni un passo indietro rispetto all'orizzonte repubblicano, per molti rispetto alla solida e rodata monarchia costituzionale.

La discussione è aperta, il governo di coalizione diviso; qui non c'è di mezzo il mio cappuccino annuale ma si toccano i fondamenti della democrazia d'oltremanica.

Ovviamente io sono anche un contribuente italiano; con spocchia potrei dire che pago le tasse due volte, ma è cosa buona e giusta e non ci posso fare niente, a meno di sparire dalla scena fiscale del mio paese.
Giusy
, la mia commercialista e nota pallavolista, sarebbe contenta, ma tra le cose della mia patria non rinnego nemmeno la denuncia dei redditi e i suoi surrogati.

Tra i surrogati c'è la destinazione dell'otto per mille del mio gettito irpef*.
Io da anni non esprimo una scelta, ma nel momento in cui non decido a che istituzione religiosa destinare la mia donazione, il mio otto per mille viene ripartito comunque in base alle scelte espresse dagli altri.
A favore della Chiesa cattolica devolve* solo il trentacinque per cento dei contribuenti, ma per il meccanismo della ripartizione delle scelte non espresse è come se devolvesse* il novanta per cento dei contribuenti, tra cui quindi io! 991 milioni di euro anziché i 300 milioni e più che le spetterebbero (dati del 2007).

Tralascio di entrare nel merito dell'utilizzo, dico solo che nonostante lo zucchero delle pubblicità, alle opere per il terzo mondo va solo l'otto per cento dei proventi e quasi il cinquanta alle esigenze di culto: per esempio il restauro del seminario di Biella che non ha più nessun seminarista.
Il grasso evidentemente cola**.

Dunque a parte che mi conviene esprimere una scelta (sono indeciso tra chiese avventiste del settimo giorno per via del nome e lo Stato), l'otto per mille è uno spreco di risorse ed uno scandalo che uno stato laico non può tollerare a meno di una evidente connivenza con gli interessi del Clero. Per non parlare dell' ICI che la Chiesa cattolica non paga, nonostante i tanti immobili sul territorio italiano e non tutti adibiti a culto.

In Inghilterra le confessioni religiose, qualunque esse siano, si arrangiano a raccogliere soldi e pagano le tasse.

Posso anche dare a Elisabetta quello che è di Elisabetta, a Cesare quello che è di Cesare, ma di dare a dio quello che è di Cesare proprio non mi va.

Perché non fare qualcosa? e se non ora, quando?
il fra
*bisognerebbe studiare grammatica fiscale, gettito/contribuente/devolvere/scorporo sono parole bellissime, come le tasse sic!
** i dati che riporto non sono quelli del sito
Strocchicomunistasenzadiocontrolachiesacattolica.com, ma del link rendiconto nel sito www.8xmille.it della chiesa cattolica medesima stessa con musichetta dolce e vecchietta su panchina.

6 commenti:

  1. il solito qualunquismo da web. se fosse per voi la chiesa dovrebbe sparire e per fare posto a chi???
    ma per piacere

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  2. Prima dell'otto per mille c'erano fondi che arrivavano dallo Stato alla Chiesa senza alcun intervento dei cittadini. La modifica che fu fatta ai patti Lateranensi con il governo Craxi in qualche modo è stato un passo in avanti perchè ha dato la facoltà di esprimersi ai cittadini e la possibilità di scegliere tra diverse chiese. Questo tipo di meccanismo poi è stato utilizzato per il 5 per mille per gli enti noprofit. Posso convenire con te sulla non scelta che equivale a una scelta, ma non lo butterei alle ortiche, è sicuramente meglio dei fondi stanziati con leggine particolari.

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  3. si ma l'8 x mille per comprare le scarpe rosse di prada e il camauro di hermes per il santo padre......
    caro anonimo, non ti sembra esagerato? ;-))
    baci paoloc

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  4. @francesco
    il problema è appunto nella non scelta, l'otto per mille adesso è come un sondaggio d'opinione, come il campione dell'Abacus...
    Se io non esprimo una scelta l'irpef non si tocca punto e basta e non va alla chiesa cattolica (che per altro è l'unica confessione che si prende tutto) altrimenti faccio espressamente la donazione.
    Non mi risulta così per il cinque per mille.
    Rispetto ai patti lateranensi (lo stato stipendiava il clero) si è fatto un passo in avanti certo ma anche uno di lato, una bella furbizia.
    Grazie per il tuo commento e a presto

    @paoloc come sai per la chiesa l'abito fa il monaco e credimi non vale la pena commentare gli anonimi

    il fra

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  5. Ma non sapete che se non si esprime nessuna scelta o se si sceglie lo stato italiano per l'8x1000, un buon 50% va lo stesso alla chiesa cattolica? Esiste infatti una proporzionalità tra l'8x1000 di chi non sceglie e quelli che hanno scelto. E la chiesa cattolica la fa da padrone. E' per questo che io destino l'8xmille alla Chiesa Valdese... Saluti
    Gian

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  6. rispondo all'anonimo che ha commentato per primo : da una che la chiesa cattolica romana l'ha vissuta a pieno e ci ha speso gli anni migliori... per far posto a chi e/o a cosa? vediamo : per far posto all'accoglienza senza la pretesa?, alla verità senza l'omissione? alla gratuità senza lo sfruttamento? alla carità e/o amore che si racconta nella lettera ai Corinzi di san paolo , l'inno alla carità appunto, perchè tutto finisce anche la fede anche la chiesa ma quello che non finirà MAI è l'amore , termine abusato, meglio la CARITA' , la quale non c'è nella chiesa cattolica romana ma LA PRETENDE ECCOME SE LA PRETENDE...... COMUNQUE SONO CARLA OMARINI E SONO SU F.B.

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