venerdì 18 marzo 2011

Il secondo giorno del centocinquantesimo anno (con Gaber)

Ricordo che chiesi a mia madre chi mai fossero le prostitute libiche che cantava Battiato in Sentimento nuevo.
A me davano l'idea di tettone coperte di veli pronte ad ogni virtuosismo erotico, ovviamente di stampo dionisiaco... e non era tanto la parola prostituta, era l'aggettivo libiche che mi eccitava e non poco!

Lei se ne uscì con una spiegazione sul nostro passato coloniale; appresi con orgoglio che ne avevamo uno (che spiegava perché certe vie cittadine avessero nomi come piazza Tripoli e via Bengasi).
Seppi poi che i genitori di una mia compagna delle elementari fuggirono di corsa da Tripoli, al posto del re salì al potere un colonnello, tale Gheddafi; più tardi conobbi una signora avanti con l'età chiamata Evora, dal nome di un fiume libico, attorno al quale il padre combattè.

Solo l'estate scorsa la carnevalata della visita di Gheddafi a Roma, per la firma del Trattato di nonsoche: allora lessi i resoconti ironici della stampa inglese.
Da queste parti il Colonnello è inviso per la strage di Lockerbie e le centinaia di vittime di quell'incidente.

Ieri in quattroequattrotto con (in)credibile solerzia arriva una risoluzione Onu per l'intervento militare aereo, Francia in testa e Governo inglese dietro*: la Libia è una terra di contratti petroliferi e l'oro nero non puzza, anzi ha il profumo della libertà.

I ragazzi del Bahrein possono quindi continuare a protestare e anche a farsi ammazzare, lì i contratti sono già stati firmati.

L'Italia offre le basi aeree; nonostante i privilegiati rapporti con Gheddafi, ci tocca calare le braghe: prima parevano affari interni della Libia, poi sono diventati problemi internazionali, tra poco dolorosi cazzi nostri.

La storia, in silenzio, come una donna dalle vesti fruscianti, ci sfiora; difficile capire se siamo dentro o fuori, dove accada e quando, se sia solo nei titoli di giornali o anche nei nomi di persona, insomma nel nostro quotidiano.

Jacopo ieri ha guardato con me quel signore stanco ingobbito e quasi centenario pronunciare il discorso del centocinquantenario, e ha urlato "Guarda il Bis!".
Giorgio Napolitano assomiglia un po' al (Bis)nonno Mario; era lì in piedi pallido impacciato un novantenne ex comunista tra un ex fascista e un senatore ex-qualcosa.**
Non una donna su quegli scranni... quando le donne prenderanno in pugno l'Italia, allora magari cambierà qualcosa.

Pensiero del giorno dopo, come una chiacchierata davanti ad un espresso, nella pausa lavoro, a ridosso del weekend.

Buon fine settimana.
*sulle figuracce di Mr Cameron e soci un post illuminante qui.
** e se bastasse Gaber per spiegare tutto quando canta...

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