giovedì 10 febbraio 2011

La sindrome del giorno prima

La pioggerellina di Londra, l'approssimarsi del weekend, la pigrizia... mi ci vorrebbe un po' di raschietto in gola, un sintomo di febbre, il formicolio al piede sinistro e un testicolo che così d'improvviso mi si retroverta (mi hanno detto che è molto doloroso).

Niente di tutto ciò, sto benissimo quindi vado in Italia, ma come al solito l'avvicinarsi della data è inversamente proporzionale all'entusiasmo di quando ho preso il biglietto (un mese fa).

Cristiana: "Il solito egoista". Il compleanno di papà, visite cene, poi Matilde ci rimarrebbe troppo male, quindi vado.

Si tratta di una levataccia però! perché motivo non sono partito questa sera? poi svegliarsi alle cinque, anche per Matilde, dico, è pesante.

Cristiana: "Come al solito".
Quindi vado: non posso pensare sempre alle mie ipocondrie. Poi in fondo sono contento, vorrei solo essere già arrivato.
L'attesa mi frega; inventeranno il teletrasporto prima o poi: scomporsi ricomporsi, come Star Trek.

Matilde ha fatto lo zaino (la sua ex cartella, quella rosa con le Wings), io ho fatto lo zaino, quello color verde militare e giallo topo.

Ritorniamo domenica, quindi non può dirsi una vacanza, piuttosto una puntata.
Una puntata in Italia.

1 commento:

  1. ma come siete belli!!!??? e che sguardo la piccola strocchi...
    sandra

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