domenica 30 gennaio 2011

L'Ora del Meridiano di Greenwich 04.11

Capita che, per tenere occupata la mente, nei momenti d'attesa tra un treno e l'altro o durante il viaggio l'occhio mi cada sugli avvisi affissi sui sedili o vicino alle uscite.

Un'abitudine di lunga data ed una specie di malattia leggere e rileggere le scritte, una cosa comune forse dei caratteri malinconici e delle persone curiose.

Ricordo a memoria ancora adesso i programmi della lavatrice che stazionava nel bagno di casa esattamente davanti al water: leggevo al contrario, toglievo le vocali, contavo le consonanti, quante c, quante s... Un momento rassicurante come tutte le cose dell'infanzia.

Non divaghiamo; sui vagoni della Southern Line una serie di avvertimenti in cui ogni mattina mi imbatto:
- di avere rispetto e considerazione per gli altri, in generale dunque... gli altri come altri, non gli altri sfortunati. Infatti "Please show consideration etc..." invita a non parlare ad alta voce, usare il cellulare senza disturbare i vicini e non gettare la carta per terra;

- di cedere il posto in particolare a disabili, donne in gravidanza, anziani e a coloro che portano in braccio bambini piccoli

e, ciliegina sulla torta:
-"Per favore ricorda che l'aver bisogno di questo sedile potrebbe non essere immediatamente ovvio. Grazie."

Quest'ultima frase, molto british, svela intanto l'efficacia della lingua inglese nello spiegare le cose, semplificandole, poi soprattutto dimostra un senso civico spiccato, una sorta di umanesimo pragmatico e spicciolo, che ha il pregio di essere condiviso.

Ogni giorno assisto all'autodisciplina che questo popolo esprime nel quotidiano, come una sorta di gratuita lezione di galateo applicato.
Cerco di adeguarmi, con difficoltà e quindi di non parlare ad alta voce al telefono, di non stravaccarmi sui sedili, di non pulirmi gli orifizi, di non fare insomma mediterraneo clamore della mia esistenza in vita.

Qui nemmeno gli animali sono esenti da regole e mostrano anche loro lo stesso aplomb dei loro padroni.
Nei parchi o dovunque ci sia del verde pubblico si trova "Be a responsible dog owner and clean up after your dog" e non si vede (quasi) nessuna merda in giro.

A leggerlo, mi viene sempre in mente il cartello affisso ad un ingresso del parco di Villa Marazza a Borgomanero, Novara: "E' obbligatorio tenere i cani al guinzaglio ed asporare le deiezioni degli stessi. Regolamento per la detenzione dei cani....
A parte l'italiano comico-grottesco (il cane detenuto?!), i lati del viale di accesso erano una gara di merda (scusate: di deiezioni).

Mi sto convincendo che, in tempi di cortigiani e concubine, buffoni e ballerine, la migliore reazione sia la buona educazione: per esempio masticare con la bocca chiusa evitando di fare rumore, mettere la mano davanti quando si sbadiglia o si tossisce, aprire la porta ad una signora, precederla nel scendere le scale, seguirla nel salirle, ringraziare sempre anche quando si declina un invito... insomma ripristinare un codice civile non scritto e regolamentato ai sensi di nessuna legge se non quella del buon senso e della responsabilità (quest'ultima non a vanvera).

Non so se arriverò al punto di asportare una deiezione di un cane detenuto da altri, come ho visto fare qui! Sono italiano e per ora me ne vanto. Però...
Il fra

2 commenti:

  1. la " necessità non immediatamente ovvia" è davvero molto english style ma sopratutto riporta ad una morigerazione dell'essere per quanto riguarda un etica civile, ma sappiamo bene che l'inglese medio alle 9 di sera è "fatto" di birra e fuck everybody!!! ehehhehe invece per quanto riguarda le etichette, ho anch'io, questa fissa che emerge come necessità quando sono sul water!!!! leggo tutte le istruzioni e composizioni dei vari prodotti per la nettezza del bagno, shampoo e bagno schiuma e tutto ciò che ha un etichetta da leggere...poi questa fissa si allarga a tutte le etichette che ho occasione di notare un pò ovunque!!! per me è un' ossessione compulsiva!! quando non sono evidenti, vado a cercarle!
    sandra

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  2. beh è vero che dopo le sei di sera le cose cambiano un po'... in generale gli inglesi quando sono fatti di birra perdono il controllo, come se il pub fosse un'isola dentro l'isola... ci sarà anche lì qualche etichetta da leggere. Provvederò(sul fuck everybody mi viene in mente un pezzo sulla promiscuità sessuale... ma mi devo documentare e non mi è facile...).
    Quindi si tratta di compulsione; immaginavo, nel mio caso fa il paio con gli interessi altrettanto compulsivi come le letture... se mi impegno riesco anche a leggere un libro sulla quantistica, sulla diffusione del lichene nella Lapponia, sulla guerra civile in SriLanka e via dicendo... un guaio!
    baci
    il fra

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