mercoledì 8 dicembre 2010

Le rivelazioni di Leek: Queen Soup

Si potrebbe scrivere a lungo sulla verdura che non ha molta fortuna a tavola e che viene ignorata, tanto più in un paese dove non si cucina come l'Inghilterra.
Nel regno del take away dal liceale al professionista ci si butta nel primo deli e alle tre del pomeriggio ci si unge le dita con alette di pollo fritte e patatine sudate d'olio o si aumentano le carie con disordinati cioccolatismi da passeggio.
La quantità di corpi deformati dal grasso, di pance a mappamondo e di fianchi splafonati è tale che perfino al governo di Sua Maestà è ben noto il problema dell'obesità, sconcertante quando riguarda i bambini. Un quarto della popolazione è obesa, come ricorda un articolo de Il Corriere della Sera di oggi.
Il cibo costa poco, la birra pure, il tempo non c'è e la tavola è solo un elemento d'arredo dove appoggiare moccoli di sandwich e tazze bisunte.

Verdure, queste sconosciute.
Il porro, detto leek, appartiene alla categoria: ignorato, sebbene impacchettato per coppie di due, ma estraneo ed in costante declino... compare già tagliato in sacchetti in mezzo ad altre verdure per lo stir fry, nel qual caso offre non più che un gusto di cipolla.

Il porro invece è ben di più.
Certamente sostituisce la cipolla, anche senza spegnerlo troppo profuma, pertanto il porro non va soffritto ma aggiunto all'olio poco prima di qualunque altro ingrediente.
Si lascia tagliare anche per il lungo in fili sottili a mo' di spaghetti, poi si usa tutto dall'estremità in poi: il piccante è nel verde, la cipolla nel bianco.
Va sfruttato l'effetto papiro: se si svolgono all'esterno, i fogli (meglio di foglie) del porro si posso usare per coprire e riboccare pesci o carni cotti al vapore o al forno.

La zuppa Queen Soup* svela in realtà le proprietà del porro, le lenticchie rosse servono a colorare e riempire.
Si fa un soffritto di olio d'oliva con due porri tagliati tutti da cima a fondo, una punta di paprika dolce una punta di zenzero in polvere e un rametto di rosmarino.
Intanto staccare con amore chirurgico tre fogli da ogni porro e metterli da parte; preparare un brodo vegetale, ma anche di pollo se non si hanno pratiche troppo vegetariane.
Quasi al primo sentore di essenza di porro nell'aere, aggiungere le lenticchie rosse, una manciata abbondante a commensale: le stronzette infatti tendono a gonfiarsi e prevaricare.
Una volta fatte scotticchiare qualche minuto, versare una scodella di brodo a testa.
Seguire la cottura, quando le lenticchie iniziano a perdere un po' di colore, tagliare a spaghetti fini i fogli di porro e aggiungerli alla minestra, far cuocere cinque dieci minuti e spegnere. Spenta la zuppa spremerle sopra un mezzo limone.

Nelle ciotole sgocciolare sul fondo l'olio d'oliva, poi gherigli di noce pestati, un po' del verde del porro e infine versarvi la zuppa.

Ideale con amici, da evitare con conoscenze occasionali, la Queen Soup è un piatto unico e nutriente e va accompagnato con un tagliere di formaggi e del pane grezzo, ma anche stantio.
Vino rosso senza pretese.
A chiudere, della crema pasticciera tiepida o della frutta secca, entrambe se l'essere sazi sembra una virtù e non un vizio.

*traslitterazione di Zuppa Quaregna, dal nome di un ospite a cui per primo la cucinai e che dichiarò non troppo amore per lenticchie e porri. Non potendo filtrare la zuppa, finì con il bersela di malavoglia. Gli altri commensali gradirono e per contrappasso e a futura memoria fu Zuppa Quaregna.

3 commenti:

  1. Infatti stavo apprezzando che ci stessi dando la ricetta...ricordo di averla gustata ma i ricordi risalgono alla notte dei tempi, forse nella casa di via San Giuseppe...
    Pupi

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  2. eh si, cristiana aspettava Matilde ed io iniziavo a cucinare... avevo fatto pure l'anatra...
    Il fra

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  3. Io me la ricordo buona nonostante sia minestra.....a mia memoria era piaciuta anche al Quaregna....mi ricordo invece che aveva poco gradito il risotto alle fragole anche questo risale al perodo Via S. Giuseppe....sembrano secoli fa. Fatemi sapere in anticipo il vostro prossimo ritorno al biellese che vi invito tutti a pranzo per la lasagnata. lucy

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