giovedì 30 dicembre 2010

N° 08: National Gallery

L'idea che sia aperta, che sia gratuita, che anche solo di passaggio si possa andare a vedere dei capolavori è confortante tanto quanto i divani in pelle di alcune sue sale.
E se il British Museum si può tranquillamente evitare, non così la National, che stanca molto meno ed ha più understatement.

Che i capolavori siano soprattutto italiani irrita fino ad un certo punto, che destino avrebbero queste tele nel nostro paese?
Ma che di furti si tratti è assai probabile o più diplomaticamente filantropici acquisti di facoltosi vittoriani, consumati in una corruttibile e frammentata Italia.

Comunque sia, io rimango qualche secondo di troppo davanti al Giulio secondo*, e senza parole di fronte al Caravaggio in foto: i dettagli del quadro sono la matematica di un genio.

Inevitabile fermarsi a riflettere e riempire lo stomaco nella cafeteria del seminterrato, ammirati gli arredi, si può uscire poi a rivedere le stelle.

*con indosso il mantello che Razzingher a tuttoggi esibisce? Se sì, non ci sono tarme in Vaticano.

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