domenica 12 dicembre 2010

L'Ora del Meridiano di Greenwich 39.10

La cuoca Nicola (accento sulla a) è solita mettere in un pentolino dell'acqua fredda una manciata di fusilli, accendere a fiamma alta e uscire dalla cucina per poi ritornare venti minuti dopo, scodellare il tutto e condire le fisarmoniche con una cucchiaiata di maionese e o di tonno e voilà: il casco di vesciche biancastre è pronto! evviva la pasta!

Ho visto tutto il contenuto di una lattina di fagioli finire dentro un riso in cottura, ho visto torte insapori con profili gommosi e poteri rimbalzanti, cavoli stracotti, broccoli pallidi; ho visto spaghetti nuotare nell'amido come anguille disperate, salsicce affogare in brode rossicce; ho visto cosce di pollo seccarsi al forno, purè patate morbide fuori e croccanti dentro; ho visto besciamelle improvvisate, kili di carne trita al gusto di lasagna (in crosta)... neanche per un solo minuto ho visto navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione e tantomeno raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser.

Sono stato testimone oculare di questi scempi nell'asilo dove fino a pochi mesi fa lavoravo, scempi, che non finivano nello stomaco della sola cuoca, ma, cosa ben più grave, diritti in quelli dei bambini.

Nicola (accento sulla a) candidamente ammetteva di non mangiare nessuna verdura, di trovare disgustose le zucchine, i broccoli, i finocchi e le melanzane, non assaggiava niente di quello che cucinava e passava molto tempo a chiacchierare nella staff room, ricette nuove non si vedevano: menù settimanali sempre uguali tutto l'anno. Lei si nutre e nutre e le va bene così.

Da queste disgrazie culinarie ho imparato non solo il significato della parola passione ma anche quanto siano benedette la maionese, le salse glutammate e le gravy: aiutano infatti a far mangiare tutto quello che accompagnano.

La pasta, per tornare a noi, continua ad essere una vittima illustre, eppure che ci vuole a cucinare un piatto di pasta!? concediamo pure che quelle che per noi sono abitudini scontate per altri... però a parte Nicola (accento sulla a), forse le ragioni vanno cercate indietro nel tempo.

Mi è capitato tra le mani un ricettario degli anni trenta, Economical Cookery di Mrs D.D.Cottington Taylor, una Bibbia per le casalinghe dell'epoca: cinquantadue menù settimanali e tanti utili consigli.
Ad un certo punto compare una ricetta: fish and spaghetti pudding.
Ora il pudding in inglese è "una massa solida ottenuta dalla miscelazione di vari ingredienti", "un pasticcio o anche una torta, oppure cotto al forno o bollito, e si consuma sia come pietanza principale sia come dessert" (Wikipedia).
In italiano budino deriva da pudding, per fortuna nostra nella sola accezione di dolce.
La ricetta di Mrs Cottington Taylor è la seguente:

Ingredienti: un kilo di merluzzo, duecento grammi di spaghetti e poco altro.
Fare un brodo di pesce con le ossa di un merluzzo e aggiungere prezzemolo alloro sale e pepe; fare bollire e poi riposare per un quarto d'ora.
Nel frattempo spezzare a metà (aaaaaaaaaahhhhhhhhhh!!!) gli spaghetti, tagliare mezzo chilo di pomodori ed una cipolla finemente, grattugiare del formaggio (non importa quale). Mettere uno strato di spaghetti sul fondo di una pirofila da forno e aggiungere i filetti di merluzzo, i pomodori, le cipolle ed il formaggio. Fare più strati. Rovesciarvi sopra il brodo di pesce, deve coprire tre quarti del pudding. Mettere in forno a fuoco moderato per un'ora.

Poi mangiare e sperare in un ottima maionese.

Poco più in là gli spaghetti milanaise... non sapevo esistesse la versione milanese, ovvero con besciamella prosciutto o lingua... a parte questo, Mrs Cottington Taylor dice di cuocerli in acqua salata per venti minuti o fino a quando sono teneri... Aiuto.
Buona settimana di appetiti.
Il fra (con l'accento sulla a)

2 commenti:

  1. fav gli spaghetti milanaise.
    baci
    paoloc

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  2. Come la capisco la cuoca Nicola.....


    Miriam

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