mercoledì 17 novembre 2010

post n°448

Ieri è stato il mio primo giorno di lavoro.
Ancora un inizio, l'ennesimo.

Mio padre direbbe (ha già detto, lo dirà) che sono sprecato e che faccio lavori miseri: prima il cameriere e adesso, a Londra, il cuoco. Si chiederebbe dove sia finita la mia laurea*.

Ma mio padre non c'entra, almeno per questa volta c'entro soltanto io: ho i brividi e non per il freddo.

Traballo, chiedendomi se ho ancora voglia o se la mia proverbiale pigrizia prenderà definitivamente il sopravvento, se è meglio arrendersi al senso del dovere o sfidare le abitudini altrui e cambiare, con le abitudini, le persone e i luoghi.

A metà tra l'ambizione di lasciare tracce e la paura del passaggio in ombra.

Tremo al varco di questa lunga serata, che cala presto e non ha nemmeno l'alibi della malinconia. Una cosa cercata come un nuovo lavoro è, in questo preciso momento, un'avventura che non mi va di affrontare.

Ho la fortuna di conoscermi bene, di guardare al passato soltanto per raccontarlo, in pochi casi per dimenticare e, a parte qualche vittima su cui, con l'arma dell'indifferenza, ho troppo infierito, non ho rimpianti. Rifarei quasi tutto.

Ma adesso ho paura del futuro, sono fragile.

Non mi aggrappo a nessuna sporgenza di muro, piuttosto mi lascio andare in una direzione improvvisata, perché per quanto voluta e calcolata sia la mia vita qui, oggi sono (come) un pezzo di carne fuori dal frigo, esposto e disperso.

Non ho voglia di ri-cominciare; "cambiare fa bene" è una frase che oggi non mi piace.
Mi intrappolo da solo: l'impressione di essere a pelo d'acqua, uno stanco castoro pelato in uno stagno dove non si vede il fondo.

Dove vado? che cosa faccio? cucina, moda, arte, scrittura?
Troppo! a che mai serve essere così eclettici?! tutto questo per chi e per che cosa?! e che cosa lascio?

Domande, le stesse da anni.

* incorniciata nella sua camera da letto

2 commenti:

  1. Hai de-scritto esattamente come mi sento. Almeno un pò meno sola in questa sensazione di spaesamento.
    Head high!

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  2. ogni stop è solo un altro start (cit.)
    e detto da una che stop-rewind-start anche lei ne ha fatti un po'.;)
    Ascoltati prima di tutto, prenditi il tempo per leggere quello che le tue sensazioni ti dicono, e poi tutto torna chiaro.

    un abbraccio di quelli stritolanti.

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