lunedì 15 novembre 2010

L'Ora del Meridiano di Greenwich 35.10

Sono all'interno del check in di Malpensa due a ripassare un intero fine settimana.
Difficile. In presa diretta infatti le emozioni deragliano e confondono.
Ma voglio scrivere a caldo delle cose che capitano, quando capitano.
Come fosse la mia gita al faro, come la giornata di Ms Dalloway che si compra dei fiori... non è forse questa le lezione di Virginia Woolf?! vedere da vicino la vita quotidiana e raccontarla, leggervi i pensieri propri e degli altri, nell'ordinario scorrere dei giorni?!

Qui al gate E25 per London Gatwick 18.15, sono pochi i turisti: ci sono gli habituè inglesi e gli italiani residenti all'estero; non c'è il nervosismo caciarone del volo d'andata, ma una specie di informale e pragmatica malinconia. Che noia!

All'andata, l'altro ieri, la signora italiana accompagnata dalla figlia in carriera che caracolla verso il sedile come una piantana spiombata e lamenta una stanchezza cronica (tre giorni a Londra hanno completamente disfatto la brianzola), al decollo già russa spalancando la bocca e ad intervalli regolari la settimana enigmistica le scivola ai piedi, poi si sveglia dice che ha fame e la figlia, sempre più stronza, non smette di apostrofarla.
Nel frattempo la chioma bianca e riccia dell'elegante signora inglese seduta di fianco scivola addormentata sulla mia spalla, la trattengo prima che mi caschi in grembo in un'imbarazzante fellatio aerea, lei si risveglia e riprende la lettura del Financial Times.
Intanto lo stewart schecca in continuo circondato da hostess, che hanno non solo vitini ma anche culi da vespa.

Arrivo in via Grazioli, zona Maciachini, Milano che imbrunisce: ad angolo una vecchia ferramenta, la vetrina spoglia di una panetteria, illuminata da un solo neon.
Entro, una donna dal viso rotondo e dentiera bianchissima mi dice: "ho ottant'anni giovanotto, abbiamo fatto appena i cinquant'anni al negozio, guadagniamo per vivere, i muri sono nostri...", alle pareti i vecchi contenitori in formica, sul retro seduta al tavolo la figlia mi guarda.
Katia mi recupera nella libreria a fianco, l'albero del riccio, e mi porta nel suo studio, parliamo di progetti: non ci vediamo da due anni e vorremmo provare a fare di nuovo qualcosa insieme.

A mezzanotte sono a Veruno, entro in casa: "Ehi, sentiallora lacaldaiapartepoisiferma, noncapisco... comunquenonfafreddo".
"Ciao papà" rispondo, lasciando Edipo fuori dalla porta e declinando l'indulgenza come fosse una virtù.
Salgo in camera, sul materasso saltellano felici i pinguini; la caldaia funziona, bastava solo regolare il termostato... mi infilo a letto con il cappotto e non chiudo occhio.

Il giorno dopo si va in pizzeria, la solita da sempre, perché papà non concepisce il cambiamento: il Gallo Verde è un pianoterra verandato di un'anonima palazzina anni ottanta, l'interno arredato come l'atrio di un multi sala su un pavimento da piscina.
Lui da vent'anni ordina il fritto misto, patatine e birra, io cerco di finire la pizza, comunque discreta. Gattico è uno di quei paesi che la tangentopoli nicolazziana ha trasformato in un'accessoriata piccola metropoli, a Veruno imperversano le case a schiera, ma secondo papà: sei tu che ti lamenti sempre.

Sabato la cena con gli amici, il tempo non sembra essere passato ma è passato: beviamo molto di più di quello che mangiamo, parlando di vite fortunate, di libri, di film visti al liceo, eccetera eccetera eccetera.
Per un sera siamo noi, poi torna la domenica: ci sono i figli da andare a recuperare, la passeggiata da fare, la partita di rugby da giocare e, nel mio caso, il check in e due ore di attesa.

E' il momento dell'imbarco, in fila, guardando la gente di questo volo domenicale, mi convinco anche io che la felicità sia noiosa.
Il fra

2 commenti:

  1. Ci sarebbe da scrivere un libro sulle persone che si incontrano in aereo: a me è successo di avere vicino un ragazzo che si è tolto le scarpe e sono rimasta in apnea da getwick a malpensa lasciandomi completamente sveglia - oppure manager in carriera tutti impomatati, con gemelli d'oro ai polsi della camicia bianco candido che parlano col collega di acquisizioni finanziarie .. (questi invece mi conciliano il sonno)- L'ultima volta dietro a me c'era un ragazzo con l'"antichierica" , ossia invece di avere i capelli con il cerchio pelato come i preti, era calvo con un cerchio di capelli all'apice della testa,che al decollo continuava a dire .. adesso cade, adesso cade.. per fortuna quasi sempre approfitto del viaggio per farmi una pennichella.
    la Pol

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  2. "la felicità è noiosa" è la conclusione di un gruppo di 40enni che un po' di strada l'hanno già fatta......
    alla prossima

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