domenica 7 novembre 2010

L'Ora del Meridiano di Greenwich 34.10

Un agente della polizia, abbastanza massiccio, suona alla porta, sono le otto del mattino ed il mio cervello è allineato al Meridiano: sto per scrivere e non voglio distrarmi...
Ma mi devo distrarre, l'omone si scusa, mi spiega (sovrastandomi) che c'è stato un incidente con feriti in fondo alla strada e ha bisogno di farmi delle domande.
Io in vestaglia, piedi nudi e alitosi fornisco la mia versione dei fatti: circa un'ora e mezza fa, era già chiaro ho sentito tre persone discutere animatamente ed inseguirsi lungo Troutbeck Road, una donna e due uomini. Ho dato le mie generalità e sono rientrato in casa, morendo dalla curiosità. Quando ho sentito le urla (l'animata discussione), avrei dovuto alzarmi, scostare la tenda, sarei stato un testimone di una aggressione o di un omicidio... invece impigrivo a letto.
Perché forse di omicidio si tratta, l'energumeno legale non mi ha fornito dettagli, ma l'ambulanza e le auto delle polizia, il marciapiede di fronte transennato lungo tutta la via danno àdito alle più macabre ipotesi.
Sul sito della polizia metropolitana vado subito a vedere lo stato del crimine nella mia zona, il ward di Telegraph Hill. Siamo nella media: a settembre un crime rate del 6,31 (sei reati ogni mille abitanti), nella media di Londra. Si potrebbe fare meglio e l'episodio di stamattina avrà un peso... Nei prossimi giorni parlerò con il signore calabrese che vive all'angolo con New Cross Road: morirà dalla voglia di raccontarmi tutto nei dettagli.

Gran bell'inizio di domenica, ma la notizia più succulenta riguarda noi: addì domenica sette novembre nasce il Troutbeck Dinner Project*.
Abbiamo deciso (diciamo Cristiana ha deciso, io seguo) di trasformare casa nostra in un "ristorante" i cui profitti vengono devoluti a sostegno di progetti di artisti: una sorta di piccola impresa sociale.

Dalle parti della trota si segue finalmente la scia dell'arte, una cosa covata e incubata da tempo.
Le cene sono un'occasione per assaporare del buon cibo, conoscere la comunità di Telegraph Hill, conoscere artisti, avvicinare le persone con la convivialità del cibo e tutto questo con una forma di micro finanziamento... cifre sostenibili per tutti e che invoglino le persone comuni a supportare i progetti soprattutto nella loro fase iniziale.

L'Inghilterra (Londra) è il paese giusto: ha un sistema misto di finanziamento alla cultura: oltre al supporto statale attraverso l'Art Council, diffuso è l'intervento dei singoli o delle comunità.
I tagli alla cultura imposti dal governo Cameron ampiamente previsti spingeranno verso finanziamenti privati, una più diffusa filantropia.
Con il Troutbeck Dinner Project cerchiamo appunto di rendere più democratico e meno elitario il sostegno finanziario all'arte.
Jason con Beth, dopo il master in arte e politica alla Goldsmith, vanno nel nord iracheno a incontrare artisti e curatori con l'obiettivo far conoscere in Occidente la scena culturale di un paese fortemente in conflitto.

Insomma suoniamo la musica dell'utopia. L'utopia è un non luogo, un luogo che non esiste, ma noi lo cerchiamo, come dire ce lo proiettiamo davanti. Del resto meglio l'utopia che l'ideologia.
Insomma mi piace il tragitto più che la meta, le idee da tempo non mi piacciono più; meglio sforzarsi, meglio cambiare, meglio sfidare la routine, il "vorrei ma non posso", sfidare i luoghi comuni: l'impossibilità di coinvolgere, di raccogliere soldi, di scambiare opinioni conoscenza ricette...
Mai aspettare che la fortuna o il denaro caschi dal cielo. Mai aspettare Godot, Godot non arriva, ma vale la pena cercare e passare all'azione.
Poche ciance quindi, vado a cucinare, ho in mente una ricetta...
Il fra
*informazioni sul blog, in particolare qui.

3 commenti:

  1. in bocca al lupo ragazzi!!!!! un bel progetto!!!!
    baci paoloc

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  2. Mi sembra una iniziativa davvero (e non è piaggeria) magnifica. ORa vado a vedermi l'esito più sopra. Passerò la notte a invidiarvi, sappiatelo.
    d-

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