sabato 2 ottobre 2010

Waiting for Godot

Esco di casa e PAM!
Cazzo! mi sono chiuso fuori! queste maledette serrature a scatto! Ho lasciato le chiavi sul tavolo, dentro, dentro dentro!
Qualche santo cade fragorosamente dal paradiso fracassandosi il cranio e tutti i sacri paramenti davanti al ventidue di Troutbeck Road.
Diluvia, recupero la Matilde a scuola e riesco ad infilarla in un pertugio nel retro.

Quaranta minuti concitati, ho i piedi fradici, ma i bambini se la ridono, riesco a fare una doccia, così  ringrazio ad uno ad uno i miei lari domestici e scendo a cucinare in un alone di profumo e di saponi.
Faccio le polpette di carne e le patate al forno, tra un paio d'ore arriva dall'Italia mio papà.

Papà (Strocchi) ha perso l'aereo.

Faccio la pasta per Matilde e Giacopòu, che continua a ripetere, "il nonno ha perso l'aereo"; io invece, come una povera vegana in vestaglia, mi mangio dei rapanelli... poi li metto a letto (i bambini non i rapanelli) e dopo una decina di minuti, spengo la luce e accosto la porta della camera.

Scendo. Non riesco a guardare il film, non mi va di leggere, quindi ritorno al computer e mi ritrovo a pensare che per l'ennesima volta e dopo tanti anni sono ancora qui ad aspettare!

Chi?

Godot! Sto ancora aspettando Godot!

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