domenica 31 ottobre 2010

L'Ora del Meridiano di Greenwich 33.10

La notte del quattro novembre 1605 Guy Fawkes fu beccato mentre preparava micce e disponeva barili di polvere da sparo in una delle cantine sotto Westminster.
L'indomani si sarebbe svolta la sessione inaugurale del Parlamento (State Opening),  a cui avrebbe assistito Giacomo Primo e la sua corte. Insomma sarebbe stata una strage, ordita da un gruppo di cospiratori cattolici che intendevano restaurare una monarchia fedele al Papato.
Da allora, oltremanica, il cinque di novembre si allestiscono dei Bonfire (falò) e con vecchi stracci, carta pesta e altro si fabbrica il pupazzo di Guy Fawkes che poi finisce al rogo, si sparano i fuochi d'artificio, si mangia e si festeggia. 
Si esorcizza così, con il fuoco, la paura di uno stravolgimento mancato, di un pericolo scampato, facendo scoppiare con migliaia di rumorose e colorate micce quello che nella realtà non è mai saltato in aria.

Di anticattolico probabilmente non è rimasto più niente: è ormai ben chiaro agli inglesi che la religione è un fatto del tutto privato e la Roma papalina con le sue reiterate scomuniche non ha più alcun potere; della Guy Fawkes Night (il nome della festa) rimane però il fascino, il teatro che si crea attorno, l'atmosfera che invoca di resistenza al freddo, all'inverno.

Mentre guardo il Bonfire e i fuochi d'artificio nel cortile della casa di Bjarcki a Hatcham Park Road, mi accorgo quanto il significato di una festa si perda e si insinui diversamente in ognuno dei presenti, come in alcuni non si insinui affatto!
Il falò intanto sfida il freddo e poi la pioggia, i fuochi d'artificio prima salgono verticali a puntare la luna poi all'alzarsi del vento si piegano in un cielo di nuvole veloci. 

Una signora mi racconta di come da bambina preparava il pupazzo di Fawkes e della filastrocca imparata anche a scuola "Remember, remember/The fifth of November/ Gunpowder, treason and plot/I see no reason/why Gunpowder treason/Should ever be forgot!", dei dolci che si preparavano.

Io rispondo parlando di Ognissanti: la visita al cimitero e l'omaggio a parenti defunti emeriti sconosciuti, ma anche l'arrivo di parenti viventi emeriti sconosciuti che incontravo al cimitero di Veruno, insomma o li vedevo lì da vivi o li vedevo da morti, ma sempre una volta all'anno.
 Le notti prima di Ognissanti mai si sono festeggiate, somiglianze nessuna a parte dei dolcetti che si chiamavano ossi di morto, che non ho più visto.

I bambini intanto scorrazzano liberi, devoti ad Halloween: un po' di mascherata, le zucche decorate a mo' di teste vuote retro illuminate dalle candele, i dolcetti, l'arancione, il nero.

Eppure Halloween è la notte (prima) di  Ognissanti, il trentun ottobre, nome contratto da All Hallows Eve, prima di Hallowmas, la messa in onore appunto di tutti i santi, il primo novembre. Halloween dunque è stata una festa cristiana, meglio, preparava alla festa cristiana, del giorno dopo. 
Ognissanti/Hallowmas in realtà si sovrappose, tanto nella cultura celtica quanto in quella romana, con festività precristiane e con i loro riti. In Inghilterra coincise anche con la (laica o quasi) Guy Fawkes Night.

Per i Celti la fine di ottobre corrispondeva alla fine dell'anno e tra una fine ed un inizio si apriva una porta di dialogo tra i vivi ed i morti, momenti di contatto che avvenivano anche attraverso l'offerta di cibi, momenti in cui anche elfi e fate intervenivano a spaventare gli umani. L'arancio il colore degli ultimi raccolti, il nero il colore della morte.
Halloween è diventata nel ventesimo secolo una festa commerciale, consumistica, occidentale, statunitense (insomma fate voi), come dire una zucca vuota, ma solo ai nostri occhi di adulti; le radici sono europee, i suoi significati sono cristiani e pre-cristiani insieme, insomma una festa ritornata pagana.
Forse ogni festa è per natura pagana, cioè riguarda una certa perdita di controllo, la sfida all'insondabile, un esorcizzare le paure, la morte. Inutile lo sguardo snob, ancora più inutile invocare le solite trame diaboliche su Halloween: le tradizioni si evolvono e si stravolgono nel tempo, ognuno di noi  poi aggiunge esperienze personali dentro a significati più rituali e consolidati.

Intanto il padre di Bjarcky ha sparato l'ultima serie di fuochi d'artificio, adesso piove forte: la luna è scomparsa, nel cortile sul retro rimangono soltanto i falò.
Il fra

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