domenica 17 ottobre 2010

L'Ora del Meridiano di Greenwich 31.10

Decido di rientrare a piedi da West Dulwich a Telegraph Hill, quasi quattro miglia, secondo google map un'ora e venti di cammino.
Mio suocero potrebbe essere orgoglioso di me, in realtà lo faccio perché conosco ancora troppo poco di questa parte di Londra.
Entro nel Dulwich Park dal Queen Mary Gate, un ingresso elegante che dà però su una strada trafficata: il parco dentro è un ovale di verde, silenzioso.
Sembra non ci sia nessuno, ma dentro quell'ovatta naturale sento improvvisamente un ronzio irregolare e un rumore concitato di passi.

Infatti. Una quindicina di passeggini a tutta velocità girano attorno ad un'aiuola triangolare, spinti a strappi da una banda di white british che emette gemiti da orgasmo ad ogni curva, seguendo alcuni il ritmo dell'i-pod, altri (i più fanatici) lanciando in avanti il passeggino che recuperano come un punch-ball, incuranti del rinculo che causano allo stomaco dell'ignaro lattante.
Una madre in tuta grigia con le guance infiammate mi guarda con una faccia che collassa, un padre con la t-shirt di due misure meno mi dà del rammollito con un'occhiata gonfia come i suoi bicipiti e dentro i passeggini (con ruote da trekking) bambini rotondetti ed accessoriati con piumini multi-strato ruminano latticini che vomitano a sincrono... mozzarelline in carrozza.
Mi fermo a godermi lo spettacolo come quelli che al luna park stanno a guardare per ore l'autoscontro e continuano a pagare il biglietto ai figli degli amici; inizio ad immaginare in piena libertà: sarebbe divertente condividere questo con gli amici e ridere un po' sguaiatamente degli inglesi e delle loro follie mattutine.

A guardarli ricordano la Caucus-Race di Alice nel paese delle meraviglie: "One, two, three, and away" e i personaggi iniziano a correre e smettono di correre quando vogliono e non si capisce quando la gara sia finita.

Mentre il reality show scorre davanti a me, vedo Andrea, mio suocero, afferrare il passeggino e scarrozzare Giacopou... no! non lo avrebbe fatto con il passeggino, anzi! gli avrebbe insegnato a correre, tirando fuori da un borsa di plastica quelle magliette lise e piene di scritte (che solo mio suocero ha), un paio di scarpe da ginnastica e via : "Jacopo corri, Jacopo inspira uno, espira due, destra sinistra".

Una volta alla Baraggia di Candelo (un'area dove pare si addestrasse l'esercito italiano), Andrea ci provò anche con me: mi fece correre a lungo e poi saltellare da una parte all'altra di un fossato, mi disse che era tutta salute, intanto io speravo che da quelle boscaglie saltasse fuori un carro armato dell'esercito italiano e bam... il giorno dopo sui giornali locali: per un incidente da fuoco amico noto ex scout biellese... il genero testimone dell'accaduto etc etc...!.

Paola sarebbe stata solidale con me (dico qui a West Dulwich, sul fuoco amico non so): si sarebbe seduta su questa panchina del parco, dedicata ad un padre modello, e avrebbe riso insieme a me o forse no, forse avrebbe apostrofato la situazione con una delle sue frasi memorabili.

Mi alzo, smetto di coniugare al condizionale e lascio alle spalle l'ininterrotto brusio di passeggini e muscoli; intorno a me però, tra gli alberi, ci sono attrezzi ginnici di quelli che si trovano solo nelle palestre professionali o nelle case di qualche assatanato della forma fisica. 
Cani delle razze più nobili girano nel parco: i levrieri afghani sculettano e saltellano come signorine d'avanspettacolo, padroni sicuri di sé e in sovrappeso li richiamano con eleganti cenni della mano, silenziosi i giardinieri reali girano con macchine elettriche a raccogliere foglie e riordinare aiuole... ora salterà fuori il coniglietto bianco di Alice.

Esco, percorro Berry Road ed arrivo al Parco di Peckam Rye e mi siedo nel bar: una costruzione circolare con delle enormi finestre, sporche delle ditate dei bimbi. 
Sono le undici: il locale è pieno di genitori e carrozzine, una mamma ha ordinato la tipica colazione inglese; una cucchiaiata di fagiolini in salsa di pomodoro su una fetta di pane, una salsiccia e delle uova sbattute con un po' di maionese.
Io mi ostino a prendere il solito finto cappuccino e un croissant.
Curioso che ci siano parole francesi come croissant e brioche a descrivere l'abitudine molto italiana della colazione al bar. 
Poi c'è anche bidet, ma questa è un'altra storia, scusate: un altro post.
Il fra
Si consiglia ai geometri diplomati negli anni ottanta e novanta in "stupro del paesaggio" una visita obbligata a Idmiston Road, West Dulwich. Docente l'architetto Francesca Boggio.

2 commenti:

  1. ciao carissimo, allora ti aspettiamo il 13 novembre.
    a presto Miriam

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  2. mozzarelline in carrozza. fantastico
    d-

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