mercoledì 13 ottobre 2010

Jacobson, gli alieni e la mia vestaglia.

Ritorno su Howard Jacobson, perché ha una faccia simpatica... un ebreo d'Inghilterra con un grande senso dell'umorismo.
Leggo che in Italia è da poco uscito The Act of Love, con il titolo di Amore Perfetto, per le Edizioni Cargo; casa editrice che non conosco ma che ha già pubblicato altri due titoli di Jacobson.
Ecco che cosa Jacobson dice, intervistato dal Riformista, lo scorso gennaio: cose interessanti, un po' scomode e anche sorprendenti su come l'Inghilterra percepisce Israele, su Primo Levi e Ahmadinejad e sul Labour.

Mi stupisco quanto sia intimamente/ferocemente umano qualificare le persone in considerazione della loro origine e razza; con ogni probabilità smetteremo di farlo in presenza di razze aliene provenienti da qualche altro pianeta.
Allora di fronte a questi esseri (viventi?) diversi da noi, saremmo semplicemente la razza umana, con  le sue risibili varianti come la pelle, gli attributi, l'alitosi etc...

Ora salgo a leggere, insieme a Tinkerbell e alla mia vestaglia, che ha di nuovo bisogno di una lavata..
Adoro la mia vestaglia, perché in fondo mi assomiglia: assorbe tutto è curiosa e ha tasche profonde.
Ogni tanto metto a lavare anche il contenuto delle tasche, anche le mani lascio dentro... per errore certo ma capita.
La mia vestaglia è un regalo di Manu-pedia, l'unico che mi sia piaciuto da subito; anzi, visto che ci siamo a Natale mi farebbe comodo una vestaglia versione estiva, seta fuori, cotone dentro, nera o blu... meglio ancora nera e blu double-face... oppure nera fuori e con l'interno color prugna, un viola scuro.

Sto delirando; il cervello in completa fuga. Non è una novità.

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