venerdì 8 ottobre 2010

Day 5, The Holy City

Ci meritiamo un day off e decidiamo di passarlo a Gerusalemme. Arriviamo al check-point per tornare in Israele piuttosto presto per evitare le lunghe code. I palestinesi - solo gli uomini - devono scendere dal pullman e attraversare il confine a piedi attraverso corridoi speciali. Due militari col kalashnikov salgono a bordo e controllano lentamente passaporti e permessi di tutti.

Entriamo nella Città Vecchia passando da Damascus Gate, nella parte est (araba) della città. Cerco di pensare a qualche passo dei Vangeli o di altri testi antichi in cui si parli di questi luoghi (eppure di versioni dal latino ne ho tradotte!). Abbinare immagini stratificate da secoli di racconti a quello che si vede non è facile.

Rimpiango di non essermi preparata di più per questo momento e investo Manu-pedia di domande su Gerusalemme, gli ebrei, l'islam, le crociate, l'architettura ottomana, la guerra dei sei giorni, la prima intifada e la seconda. Riflettiamo sul fatto che nei racconti sacri Gesù attraversa la città con la crocie ma poi la crocifissione avviene su un monte fuori dalle mura. Quindi qualcosa non funziona, perchè il Duomo con il sacro sepolcro è praticamente nel centro cittadino.

Passiamo altri check-point con la scansione delle borse e arriviamo al Muro del Pianto. E' la settimana del Sukkot, una delle feste ebraiche più importanti e probabilmente ci siamo appena persi uno dei momenti clou visto che tutti camminano in direzione opposta alla nostra. A pochi passi dal muro c'è l'entrata alla Moschea Al-Aqsa, la più importante e grande moschea della città. Ora un'altra domanda sorge spontanea: possibile che lo stesso monte sia 'il monte sacro' sia per gli ebrei che per i mussulmani? Di nuovo c'è qualcosa che non torna.

Contaddizioni e contrasti sembrano essere proprio la caratteristica principale di Geruslemme. Da una parte simbolo del conflitto religioso per eccellenza, dall'altra esempio di convivenza di tre religioni.
Seguaci di tutte le religioni si incontrano quotidianamente per strada e condividono gli stessi spazi pubblici. L'energia che circola è palpabile, intensa e dal sapore antico. E se affittassimo la casa di Londra e venissimo a vivere qui? sono tentata...

Ma il sole cala presto sul Middle East. Alle cinque saliamo sul tetto dell'Austrian Hospice da dove ammiriamo la città a 360°. Si accendono le luci verdi dei minareti e i muezzin iniziano il loro canto.
Abbiamo il tempo per passeggiare nella parte ovest della città e Rachela ci conduce nel cuore del qurtiere ebraico, un villaggio di abitazioni basse e stradine strette dove sembra esserci poca vita privata e molta vita comune. Da dentro una casa arrivano i suoni di canti e balli, la festa dello Sukkot continua, e noi scivoliamo via tra gli sguardi indagatori dei bambini che giocano per strada. Usciamo da questo pezzo di '800 ed entriamo nel vecchio mercato coperto di Gerusalemme. Ecco, qui si che il ricordo delle notizie del telegiornale si fa vivido. Qui si che la paura ti sale per la spina dorsale e ti fa affrettare il passo. Per favore andiamo via.

Rafram e Michael ci aspettano a cena al Barood Restaurant alle otto. E' il quartiere trendy della città, il Qadrilatero, la Soho della Città Santa. La cena è fantastica: aperitivo con cubetti di zucca fritta e coriandolo fresco, insalata di borlotti e menta, zuppa di zucchine e mandorle tostate, Laban con zatar, Ceviche, polpettine di manzo cotte nella cannella.... Se muoio, almeno muoio sazia e felice!

Altre immagini? 

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