giovedì 23 settembre 2010

Sulle pareti bianche e le orchidee

Concept: la casa è tutta abitabile, pochi mobili ma utili, con carattere e senza il decoro dei soprammobili.
I mobili valgono di per sè, gli orpelli sono quasi sempre posticci.

Open space al piano terra, porte solo dove servono, la cucina che s'affaccia sulla sala da pranzo: mangiare è un atto conviviale.

Le sedie con i braccioli aiutano la conversazione, niente tovaglie: si mangia sul nudo legno del tavolo.

Le pareti tutte bianche: gli spazi si decomprimono, si allargano, mostrano le cornici, danno la terza dimensione ai mobili.
La luce entra e rimane, si distende per riflettersi sulle persone e sulle cose.

Abbandonare l'idea che il bianco è un colore freddo, non è più il tempo delle pareti colorate.
Le persone (gli abitanti della casa, gli ospiti) fanno colore, non le pareti.

Camere con letti in legno di quercia, solo qualche dettaglio di colore (viola magari): spazi comodi per gli ospiti.

Il viola in tutte le sue declinazioni: dall'orchidea alle tende.

L'anima forse è viola, un misto di rosso e di blu, di sangue e di mare.

Nero su blu o blu su nero, con calze a righe: vestirsi così pensando di camminare e quasi mai di farsi fotografare.

Poi cambiare (orch)idea, farsi sorprendere, guardarsi attorno e poi provare ad adattare ai propri spazi (anche al corpo) quello che si è visto.

Lo stile è una forma elaborata dell'imitazione, tanto elaborata da essere personale.

Tutto il resto è moda.

1 commento:

  1. Pubblicate qualche foto di questa meraviglia (non di te fra, so che sei in nero-blu con calze a righe..).
    Pupi

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