giovedì 15 luglio 2010

Zona francabiancadensa

Si dice conversazione, ma nell'era della lingua universale si chiama chat.
Da lì un verbo italianizzato chattare, che andrebbe scritto ciattare... ma non è nè di etimologia, nè di semiologia che ora scrivo, anche se mi piacerebbe.

Zona francabiancadensa esce da una conversazione tra me, seduto su uno scomodo sgabello e lei, seduta su sedia -credo- confortevole. Sarà che si parlava di sesso, di astinenza dallo stesso e di intimità, sarà che poi si tentava - lei sopprattutto, incalzata da me - di definire e di spiegare l'intricato mondo delle relazioni, sta di fatto che sempre grazie a lei, lettrice avida di saggi e poesie, assai meno di romanzi, durante la chat siano venuti fuori cinque titoli di libri.

Zona francabiancadensa -di lei il copyleft- è lo spazio (immaginario?!) che esite tra gli attori di una chat, spazio così somigliante a quello, più complesso, semplice e semplificato, che passa o accade tra due esseri umani quando si incontrano.

Lei, nel dare i titoli, rimane anonima, non per il soggetto degli stessi, ma per il suo noto pudore:

Per quanto riguarda la disillusione, e la retorica nella descrizione Justine o le sventure della virtù, del noioso, ma esplicativo Marchese de Sade; lo definiscono il romanzo erotico di tutti i tempi, io lo trovo sufficientemente noioso, ma molto in linea con la noia che provo per il sesso così stereotipato.

Conos (n come egne) di Juan Manuel de Prada che in italiano è stato tradotto Fiche, definito un vero libro d'amore; (per me) da fiche catalettiche, ma divertente, sdrammatizzante, tematizzante.

Passo così dallo stereotipo del sesso cialtrone, al repertorio sdrammatizzante dei diversi tipi di fiche, all'amore, quello vero che uccide: La Chimera di Sebastiano Vasalli, unico documento dell'inquisizione italiana, dove nell'incomprensione vedo un'infiorescenza nuova, l'amore vero incondizionato.

Non possono mancare le rime scardinanti di Senza polvere, Senza peso di Mariangela Gualtieri, in questa nostra zuppa del male.

Finisco con L'Identità di Milan Kundera... la prefazione dice: "...vi sono situazioni in cui per un istante non riconosciamo chi ci sta accanto, in cui l'identità dell'altro si cancella, mentre di riflesso dubitiamo della nostra. Questo avviene anche all'interno di una coppia - anzi sopratutto all'interno di una coppia - perchè chi ama teme sopra ogni altra cosa di perdere di vista l'essere amato." Uno dei pochi romanzi letti, uno dei pochi romanzi amati.

Io: un'ultima cosa... dove va la musica quando finisce?
Lei: nel nostro cuore
Io: grazie

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