martedì 13 luglio 2010

A spasso con Giulia: seconda parte

Lo shopping è un'attività superflua e come tale eccitante.
Le nuove generazioni si nutrono di moda, di gossip, di shopping e di sesso: argomenti che si confondono e che alimentano l'ansia e svuotano i portafogli.

I centri commerciali, i brand più di moda di Oxford Street inevitabilmente attraggono: saranno le vetrine, la musica, la gente che si accalca e tutti quei vestiti e quella roba esposta sugli stand, i pavimenti tirati a lucido e la fretta compulsiva dell'acquisto, per finire poi tutti in coda alla cassa.

Ma si tratta dei mercanti fuori dal tempio, il tempio, quello vero, per me è Liberty e Giulia deve vederlo.

Liberty è un'edificio ottocentesco dove regna il silenzio, dove gli abiti, gli oggetti ed i pezzi d'arredo sono esposti e non accalcati: si distendono orizzontali e non si accumulano verticali.

La struttura portante è in legno con travi a vista (agli angoli capita di trovare dei camini con splendide maioliche portoghesi).
Alcuni articoli sono esposti a muro, come in un museo, altri disposti su tavoli in ordine ma con informalità; ogni genere di prodotto, dai tappeti alle lampade, dalle sedie agli abiti per uomo, dai biglietti d'auguri ai profumi, dai gioielli alle borse, crea un ambiente dove si può passeggiare, e guardare, uno spazio dove comprare non è un gesto veloce ma diventa un modo di pensare, di assorbire uno stile, di immaginare combinazioni, abbinamenti e situazioni.

Così regalo a Giulia l'esplorazione di Liberty e se da una parte spero che cambi la sua percezione del bello, dall'altro so che le impressioni si depositano a lungo, prima di diventare espressioni di un gusto personale.

Poi raggiungiamo a piedi St James' Park, l'erba è quasi secca (per il troppo caldo i giardinieri della regina non innaffiano), il laghetto è una broda d'alghe, noi ci si stende sotto i tigli mangiando sushi comprato da Tesco, io leggo e lei se ne va da sola verso Buckingham Palace... fa troppo caldo per seguirla e non sono il tipo cane da guardia.

Mi accorgo che molti passanti osservano Giulia -sono perlopiù sguardi latini- e penso che un tratto della bellezza abbia a che fare con l'incosapevolezza. Comunque è ora di tornare a Troutbeck road, si fa sera.

1 commento:

  1. LIberty è stata un'esperienza veramente fuori dal comune...nonostante sia un negozio dove io da sola probabilmente non andrei,l'ho trovato veramente affascinante nel suo modo di esporre le cose,rendendole ancora più speciali e dandogli quel gusto di introvabile...ogni volta che vedevo qualcosa provavo a immaginare come sarebbe figurato nel mio contesto casalingo,e cosa gli altri avrebbero pensato al riguardo...e ho provato a pensare ai loro sguardi,alle loro opinioni...e quello che ne è emerso è stupore,meraviglia,per oggetti inusuali ma che hanno di certo in ogni caso il loro fascino....

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