sabato 31 luglio 2010

Occhi di Gatto

Un occhio tumefatto, zoppicante, silenziosa... la trovo così sulle scale.

Di solito all'alba delle cinque mi sveglia perchè ha fame, tenta di graffiarmi e rincoglionito come sono mi fa inciampare (senza lenti vedo solo una macchia nera), poi mi solletica le gambe mentre sono seduto sulla tazza del cesso.
Solo dopo che risorgo dalla mia biologia mattutina scendo con lei le scale e le dò quelle crocchette del cazzo.

La giornata comincia per i bipedi, mentre la quadrupede è appena rientrata, reduce da sopralluoghi notturni nel vicinato.

Ma stamattina è solo reduce, da un zampata, da un qualche pericoloso salto, da un agguato e senza nemmeno più il collare... peccato! c'era il nome e l'indirizzo, magari qualcuno me lo riporta.

Vado al mercato di Deptford in cerca di libri, rientro per pranzo e la ritrovo sulla mia sedia, ritorno dal lavoro ed è di nuovo sulla sedia... adesso, sul divano, sta russando, sembra una radio che non prende la frequenza.

C'è della gratitudine, ma nessuna dipendenza: ha lo sguardo attivo di un felino, non quello passivo di un cane.

Tinkerbell è sempre randagia, non è domestica, in questo è leale: Troutbeck Road è una dimora occasionale, un albergo; lei è libera di entrare ed uscire e noi liberi di occuparci di lei, liberi di guardarla passare.

Penso ci sia davvero della reciproca gratitudine in questa libertà.

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