domenica 25 luglio 2010

Giacopou, Matilde, Madeleine and Mr. Nauht

Pomeriggio. Una domenica di luglio con il cielo fermo, forse sta per piovere, forse no.
Come essere nell'anticamera (vuota) di un ambulatorio, tutto in fermo-immagine (il Tutto) con il regista che sta per decidere se tagliare o no la scena.
Rarefatto pomeriggio dove tiro le mie linee orizzontali e verticali, aprendo il tempo presente in tante coniugazioni personali.

Nella realtà Cristiana è fuori a pranzo con Manali, Giacopou si sta strusciando a pavimento, come un gatto cerca la posizione giusta per recuperare un po' di sonno arretrato: questa mattina l'ho portato a Greenwich e l'ho lasciato correre nel parco, nel frattempo ho comprato un'orchidea viola ed un set di coltelli con il manico in (finta) madreperla; poi abbiamo gironzolato sulla collina in cerca di cafeterie ed antiquari.
Lui ha sempre quell'aria simpatica anche quando, intempestivo ed inopportuno, chiede di fare pipì... finisce con sciogliere l'umore del negoziante più accidioso; lui è una sorta di implicita richiesta di sconto: i commercianti te lo concedono guardandolo e la conversazione si fa piacevole.

Anche Tinkerbell sembra svenuta; oggi, come trofeo, ci ha fatto trovare, sulla soglia nel retro, una rana rinsecchita, che, più che in uno stagno, ho il sospetto l'abbia trafugata dallo studio di un qualche etologo: un anfibio di quelli che nelle teche si fissano con gli spilli.
Per casa la gatta ha il buon gusto di posare dovunque matite e biro, vediamo fino a quando... mi toccherà un giorno sollevare dal pavimento gli umori liquidi di una qualche lucertola e poi far rinvenire Cristiana con un fazzoletto imbevuto di whisky.
I lavori sporchi toccano a me: si devono alla mia proverbiale indifferenza per i casi di spiattellamento animale, per gli scarichi e per i merdumi vari.

Matilde è alla festa di compleanno di Madeleine: una creatura dai capelli lunghi e biondi, la versione bambina delle collegiali bianche e trasparenti di Picnic ad Hanging Rock.
A questa bimba inglese Matilde deve il suo primo ricordo della scuola: presa per mano da Madeleine verso la mensa, Matilde le chiese Uoziorneim?
Da allora sono amiche, da quella semplice domanda, da quelle che sono venute in seguito, perdute e ritrovatesi nello loro lingue diverse, in un modo tutto loro, personale ed universale insieme.

Qualche giorno fa Matilde ha fatto un po' di outing emozionale su questo anno di scuola, terminato venerdì scorso, e fa tenerezza vederla stanca ma soddisfatta.
Parlava di Mr Naught, il suo maestro: un trentenne alto ed un po' rotondo, con una voce lieve, il temperamento pacifico, il passo fermo ma leggero dell'uomo buono e un'aria sempre sorridente.
Non poteva capitare persona migliore.
Questo Matilde lo sa, non ne è forse consapevole del tutto, ma con il tempo, quello che si stende orizzontale e verticale anche nella memoria di una bimba di otto anni, sarà grata e riconoscente all'ormai mitico Mr Nauht.

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