venerdì 2 luglio 2010

Brighton rainbow strand

Quando usciamo dalla stazione di Brighton, in fondo ad una lunga strada in discesa che attraversa la città si vede il mare, anzi, in una giornata di sole, la luce del mare.

Con la Pol in abit(in)o desigual, io in cappello di paglia bianco e giacca bianca, Cristiana colorata ed i bimbi in tenuta mare (d'ora in avanti Gruppo Arcobaleno), abbiamo virato sulla sinistra, percorso Duke street, sparpagliandoci tra i negozi, in particolare due:

Choccywoccydoodah, una cioccolateria con in vetrina - a parte le mutandine a sbuffo appese ad un filo, stile baby doll - animali di cioccolato bianco, torte multistrato giganteshe con le forme più svariate; all'interno, dietro un mobile anni cinquanta ,una ragazza vestita come alice in chocoland ed un commesso bretelle camicia e cravatta colorate a quadretti ed un cappello viola (willy wonka?)... esco reggendomi a stento sull'unica papilla-pupilla gustativa rimastami.

England at home, dove nel frattempo il resto del Gruppo Arcobaleno programma acquisti (sei ciotole da gelato).... all'uscita per fortuna la strada piega verso le spiagge assolate.
I pub annunciano la partita mondiale contro gli odiati tedeschi, pance obese e sudate sporgono sui marciapiedi guardate a vista da enormi buttafuori di ambo i sessi.

Cristiana
porta il Gruppo Arcobaleno da JB's Diner, ovvero Brighton's unique seafront 50's Diner (!).
Fronte mare, il sole avvampa, si mangia dentro nell'aria condizionata, pura america, route 66, sedili happy days in pelle color rosso, tavoli in formica sempre rossa, pavimento a scacchi, foto di elvis-reagan-audreyhepburn-marilyn dovunque alle pareti, i cartoni animati di tom e jerry sulle tivvù (Giacopòu accontentato).

Con il cibo arrivano anche le cameriere; una in particolare svolazza tra i tavoli in gonnellina nera con boccioli di rosa, più che sopra il ginocchio sotto l'inguine, bocca sempre semi-aperta, capelli rossi trattenuti da una fascia sulla fronte, muove il culo come le monelle dei film di Tinto Brass: sapendo di essere provocante anche quando strofina la formica mettendosi di sbieco, mostra il seno alla vista di noi avventori, come fosse una cesta di mele.

Tutto un passo prima del kitch, compreso le cameriere erotiche; cibo dimenticabile, ma si salva e il luogo vale la visita.

Il Gruppo esce al sole, fuori da un pub la scritta "vietato entrare con magliette delle squadre di calcio di qualsiasi nazione".
Mi chiedo se ci farebbero mai entrare, noi della Nazionale Arcobaleno.

In foto: Beach and sailing ships in Brighton, John Constable, 1824

2 commenti:

  1. amo il cazzo in cioccolato nero e rosa azzurra di Choccywoccydoodah.... ai tempi dell'università io e laura volevamo fare dei cioccolatini a forma di vagina!
    baci
    paolo

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  2. il negozio, paolo, è erotismo culinario puro... da includere in una visita guidata (da chi e da che cosa è ovviamente soggettivo...).
    Baci
    A presto
    Fra

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