giovedì 10 giugno 2010

Storia del Gatto che andò a Londra

Il gatto salutò la sua famiglia e tutti i suoi amici. Stava lasciando l'Italia: voleva andare a Londra a fare fortuna.
Arrivato nella capitale inglese si diresse al palazzo della Regina e chiese al capo delle guardie di Sua Maestà se aveva un posto di lavoro per lui. '
Sei troppo piccolo! non puoi esserci d'aiuto in nulla. Vai a cercare altrove!'.
Allora il gatto andò dal capo della metropolitana e chiese se aveva un lavoro per lui.
'Mi spiace gatto, sei troppo corto, non arriveresti ai pedali per guidare! Cerca altrove'.
E il gatto andò dal direttore del British Museum.
'Ma figuriamoci ora se posso prendere un gatto a lavorare nel mio museo! I cani della guardia impazzirebbero...'.
Il gatto non desistette e andò a chiedere lavoro al guardiano di Hyde Park.
'Non se ne parla nemmeno! Spaventeresti tutti gli scoiattoli del parco'...

E così il gatto sconsolato si accovacciò sotto il London Bridge dove avrebbe passato la notte.
Ad un tratto però, mentre stava per chiudere gli occhi stanchi vide qualcosa brillare sotto una pietra sul bordo del Tamigi. Si avvicinò e riconobbe l'anello della Regina, proprio quello che era andato perduto pochi giorni prima.
Allora il gatto lo raccolse svelto e subito corse a Buckingham Palace dove chiese di parlare con Sua Maestà.
La Regina lo fece entrare e appena riconobbe il proprio anello abbracciò e ringraziò il gatto italiano.
Gli chiese poi come poteva ricambiarlo del grande favore che le aveva fatto ed il gatto rispose 'Ero venuto a Londra per cercare lavoro...'.
'Bene gatto -disse allora la regina- inginocchiati. Con il mio potere ti nomino gatto reale.
D'ora in poi avrai il preciso compito di andare in giro per la città e raccogliere dalle fontane le monetine che la gente lancia ogni giorno.
Con i soldi che raccoglierai compreremo cibo per sfamare tutti i gatti randagi di Londra
!

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