lunedì 21 giugno 2010

Mostre e mostri del week end















Il fra è in Italia, e io mi faccio un'overdose di exhibitions... con bea.

Col bus fino a Wenstminster e poi a piedi tra strade normalmente affollate (ma al sabato deserte) fino ad una di quelle zone di Londra dove i cancelletti sembrano come verniciati ieri e le proprietà costano una fortuna al mq. Alla Delfina Foundation vediamo la mostra di Jawad al Malhi, artista palestinese in residenza alla Fondazione che chissà perchè dopo mesi di permanenza londinese espone lavori su Gerusalemme esattamente come li aveva realizzati prima della residenza (lo so, siamo cattive ma le residenze per artisti non dovrebbero servire a sviluppare la propria pratica e a confrontarsi con un nuovo ambiente/società/tematiche/persone/situazioni etc...?). Proseguiamo a piedi fino al nuovo White Cube di Duke Street Saint James (quartier generale dell'establishment del mercato dell'arte - Christies e altre gallerie) dove la costruzione postmoderna (ma un po' troppo anni '90) che si erge al centro di una corte sherlokhomsiana ospita una mostra di Antony Gormley, artista inglese, famoso autore dell'Angelo del Nord. Ci lasciano indifferenti le sculture del piano superiore...siamo già pronte a lanciare veleno ma l'installazione al piano inferiore (Test Sites) rimette tutto a posto. Energia e magia. Gormley rimane tra i grandi.
Davanti a Buckingham Palace decine di turisti si accalcano per vedere il cambio della guardia (o la regina) ma noi passiamo oltre e ci fermiamo all'ICA. Venti minuti a scannerizzare il piccolo ma fornitissimo bookshop, due minuti per vedere l'installazione scultorea di Oscar Tuazon. Dopo una rincuorante tappa da Fortnum&Mason a Piccadilly (in cui acquisto una mostarda gialla alla birra di Fortnum, una jam alla lavanda e una marmellata all'arancia e cognac) ci dirigiamo spedite alla National Portrait Gallery dove vogliamo vedere Queen and Country, il progetto - purtroppo un po' patetico e datato - di Steve McQuinn sui caduti nella guerra in Iraq.
La giornata finisce allegramente tra hot dogs con cipolle fritte, nachos to share e pinte di guinness all'Old Tnames Inn.
Domenica è dedicata alla Tate, o meglio all'appena inaugurata e prima vera grande retrospettiva di Francis Alys. L'allestimento vale la visita anche se in alcuni casi gli audio dei video si sovrappongono. Mi porto via l'immagine del maggiolone rosso che in una periferia messicana tenta di superare una collina al ritmo delle prove dei fiati di un'orchestra che continuamente si ferma, torna indietro e riparte. Instancabile, imperterrita, quasi senza speranze...come i processi di sviluppo e modernizzazione nei Paesi Sudamericani.

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