lunedì 7 giugno 2010

Italians: Andrea e la torta

Quando Andrea ha un filo di voce roca e purtuttavia continua a parlare con i bambini e come i bambini, significa che è stravolto.

Nei panni del nonno è un essere formidabile, armato della pazienza dei giusti, di una tuta e di un paio di scarpe con calzette di spugna, applica felice il metodo scout: aria aperta, corse e snellezze varie tipo arrampicarsi sugli alberi.
Orgoglioso dei suoi due nipoti, sfida anche una lingua non sua con improbabili traduzioni neolatine, mostrandosi a suo agio dove è chiaramente impacciato.

Ci siamo incrociati stamattina sul pianerottolo io per la pipì, lui per il treno delle cinque, io in improbabili boxer grigi a mezz'asta, lui con lacoste rossa più pantaloni di tela gialli: un incontro trash e, dato che ci siamo abituati, per niente imbarazzante.

Ieri era il suo compleanno l'ha festeggiato con un breve tete a tete con la Pol all'Hobgoblin e poi a tavola sopportando noodles e pollo in agrodolce ed una delle mie torte shock.
La glassa dal colore volutamente gaio, la scritta infantile ed il bicchiere di champagne hanno sciolto un po' le ben note rigidità, quelle di un carattere tutto senso del dovere e rettitudine.
Siccome Matilde e Giacopou lo adorano, Andrea è ormai diventato un personaggio e non più il suocero che conoscevo.

Mentre Cristiana e la Pol cercavano di tacitare la foga infantile di Andrea io mi godevo la scena, pensando a mio padre, che nulla ha da spartire con Andrea, a parte qualche frase di rito e l'illusione che Berlusconi prima o poi sparisca.

Buon compleanno allora.

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