giovedì 20 maggio 2010

Ricetta di un riso bollito, burro e parmigiano

Questa è una di quelle sere in cui un riso bianco con burro e parmigiano sembra un miracolo.
I bambini acconsentono, Matilde soprattutto, in questo genuinamente italiani.

Nell'onnivoro mondo britannico non vige la distinzione tra condire ed insaporire; il sale qui è bandito o quasi, pur rientrando ben nascosto sotto forma di gluttammato di sodio, ridendosela... di gusto.
Quindi questa sera dalle colline novaresi ecco la ricetta.

Noi versiamo abbondante sale in un pentola con non troppa acqua (ideale il pentolino) poi due manciate a testa di riso (nessuna differenza tra testa di bambino e testa di padre).
E' concesso distrarsi perchè va un po' stracotto e lasciato vagamente liquido, nel suo amido.

Si spegne la fiamma con l'idolenza di un convalescente e si aggiunge il burro, per tre volte un cucchiaino che lo farà a riccioli... abbondare non nuoce, ugualmente di parmigiano. Ai bambini libertà di aggiungerne ad assoluto piacimento.

Va servito pensando all'infanzia, alla ripetizione di un gesto che state tramandando su una tavola apparecchiata alla semplice: barocca è la ricetta non il piatto, che infatti sarà bianco.
Nonna ci aggiungeva il rosmarino a tocchetti, ma noi si ha ancora una pianticella troppo breve e troppo giovane.

Il riso bollito è di mezza stagione.
Per gli adulti ottimo durante o appena dopo un malanno, panacea di qualche crapula, abbastanza asessuato da tollerare pantofole e vestaglia e perfino un bicchiere di un vino da tavola, possibilmente un rosso annacquato di proposito.
Solo all'apparenza malinconico, somiglia piuttosto ad un numero primo in matematica; certamente ideale mangiarlo con la porta o la finestra della cucina aperta sul giardino.

Per i bambini è un piatto loquace, che aiuta il gioco e la conversazione e lascia sazi ed ottimisti; rimanendo poi nella loro memoria il gusto liquido, morbido e salato del riso, sapranno certamente cucinarlo per sè e per gli altri.
Almeno questo spero dei miei due.

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