giovedì 27 maggio 2010

Neet

Non ho fatto uno scalino di più, mi sono limitato a fare il brush-holder, insomma tengo il pennello e per eviutare che la vernice ad-acqua-al-profumo-d'arancio non sgoccioli sulla crapa tanta, Cri mi ha fornito di cuffia elasticizzata della Pralino, quello che usava Mati... dopo due minuti ho mal di testa eccetera eccetera eccetera (non ingrandite la foto!).

Oggi nemmeno sto a guardare, anzi, mentre Cri e Germano dipingono, scrivo nell'unica stanza già dipinta affastellata più di libri che di mobili, intanto Tinkerbell scampanella in giro portandomi ogni tanto qualche biro; fuori è tiepido per gli inglesi, freddo per i mediterranei.

Leggo che anche i nostri vecchi si sono accorti che siamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità, quindi si taglia. Forse salta pure la provincia di Biella, ma tanto non salterà..: l'abolizione delle provincie era nel programma del Pidielle, ma si toccano troppi interessi e troppi posti di lavoro.

Leggo anche la notizia Ansa sui bamboccioni; ma nell'articolo si fa riferimento ai NEET (not in education, employment, training), termine però che qui riguarda i teenagers dai sedici ai diciottanni.
In Gran Bretagna, il passato governo almeno, ha dedicato un sito ed una politica di intervento precisa sul fenomeno NEET... non così in Italia, dove la situazione è certamente più articolata e riguarda una fascia di età e di popolazione giovanile più ampia.
A parte le solite polemiche, la politica non si occupa del problema.

Lascio aperta la discussione sul commento di Luca Biasetti al Meridiano, ma le mie domande però rimangono...
e allora, che si fa?

Nessun commento:

Posta un commento