domenica 23 maggio 2010

L'Ora del Meridiano di Greenwich 17.10

"Counter culture is a product of the way adults demonize young people. Each generation of young people are a soft target, so young people, in order to protect themselves from the battering they get from the establishment, has to create a counter culture."
E'
Caroline Coon a parlare. La Coon è -oggi- soltanto un'artista londinese, ma alla fine degli anni sessanta fondò Release, la prima organizzazione di aiuto ed assistenza legale per giovani arrestati per droga.
Era l'estate del sessantasette e la miccia fu l'arresto nel giugno di quell'anno di Mike Jagger per il possesso di due anfetamine, Keith Richards per la disponibilità della casa e Robert Fraser per il possesso di eroina. Il giudice esplicitamente dichiarò di emettere una sentenza esemplare.
Ma il problema droghe non riguardava solo personaggi noti ma migliaia di ragazzi e ragazze per i quali s'aggiungeva il pregiudizio di essere artisti, squattrinati, talvolta di etnie diverse, ed eccentrici (a dire poco) nel modo di vestire.
La contro-cultura londinese tra la fine degli anni sessanta e i primi anni ottanta si è letteralmente alimentata di droghe, ma ha anche cambiato la musica, le arti, la poesia, modificandone anche la loro percezione e fruizione.
Underground è di fatto un termine che definisce la cultura non-ufficiale, quella che si organizzava nei semi-interrati e che creava il villaggio e la comunità, attraverso immagini ed eventi riconoscibili ed identitari come concerti, letture e lezioni (la London Free School, Indica Book and Gallery, i concerti all'All Saints Hall, l'UFO club, il movimento punk...)
Caroline Coon probabilmente oggi rappresenta solo se stessa, ma quello in cui credeva e crede ancora è in parte un fatto acquisito.
Paradossalmente, più che la liberalizzazione delle droghe o le libertà individuali, il retaggio di quegli anni sta nell'aver ringiovanito la società: i giovani sono risorse, sono aria fresca, piuttosto che soltanto persone da educare.
Nella vita quotidiana, anche televisiva, la presenza dei giovani a tutti i livelli di responsabilità è evidente.
Per esempio i leader politici più in vista (di tutti i partiti) hanno tra i trentacinque e quarantanni. Per esempio le scuole e le amministrazioni pubbliche sono piene di giovani.
E in Italia?
Certamente non posso dare lezioni, provengo da un famiglia di nonni contadini, che ha raggiunto gli onori della classe media: non mi è mai mancato nulla e mi sento un ribelle più ora che venti anni fa. Sempre che per ribelle si intenda una persona che ha opinioni proprie ed uno sguardo critico che gli permette anche di cambiare idea e non solo location.
Però l'Italia è un paese di vecchi, la mia non è solo una constatazione anagrafica. Intendo dire che a tutti i livelli e con poche eccezioni i vecchi comandano.
Dovrei dire gli anziani, ma dico i vecchi perché è difficile fare e dire cose nuove se si fa da sempre lo stesso mestiere, occupando spesso il solito posto.
Con qualche eccezione, si tratta di vecchi maschi: dal presidente della repubblica a gran parte delle cariche istituzionali, quasi tutti i responsabili di enti e organismi pubblici, rettori e docenti universitari, giudici, editori, magnati dell'industria, direttori di musei... potrei continuare ma mi fermo, per decenza.
Nessuno si incazza o dice niente, non c'è uno straccio di contro-cultura che si organizza: dove sono i giovani? che cosa fanno? possibile che non ci sia nulla di cui lamentarsi? va bene così?
Beh la libertà individuale c'è, ma che cosa è 'sta libertà? stare a casa con i genitori fino a trentanni e più, contando su redditi altrui finché morte non vi separi dal vitalizio?
L'unica trasgressione -capirai! così fan tutti!- è farsi le canne in privato ed in pubblico girare con la mini comprata dal papi e darsi quell'arietta fascistella da impuniti, fino alla prossima raccomandazione.
Così mentre ringraziamo papi, il paese invecchia e sembra non avere uno straccio di idea per il futuro. Non è che siamo sull'orlo di un baratro?
Perché da nulla, nemmeno da un terremoto, usciamo cambiati o puliti?
Non è che viviamo un po' troppo sulle spalle delle vecchie generazioni e quindi al di sopra delle nostre possibilità?
Mi piacerebbe sapere, di là dalla manica, se c'è un qualche segnale di fumo...
Il fra
Nota: si accettano tutti i tipi di commenti, tranne 'parli tu, che te ne sei andato'. Grazie.

7 commenti:

  1. caro fra...posso essere d'accordo sul senso generale di questo tuo commento, ma non mi sento di condividere le tue conclusioni. purtroppo lo stare in casa fino a 30 anni, ti parrà assurdo e farai sicuramente fatica a comprenderlo, ma spesso non è una scelta. La maggior parte dei 30nni di oggi non sono in grado di vivere per conto proprio. Nella situazione economica e lavorativa di oggi, molti non potrebbero permettersi da soli una casa...una macchina..le bollette. Lo dico perchè io sono in quella condizione, io che fra poco sforo i 40 anni, oggi come oggi se non ci fosse luca io non potrei mantenermi da sola e la compagnia è molto grossa. Mi stupisce molto questo commento da parte tua, che non è da molto che hai lasciato l'Italia ; ))))....forse il discorso vale per quelli che hanno un "papi" e che stanno a casa del "papi" forse per vera mancanza di palle, pensieri, speranze, sogni...idee

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  2. fra scusa...è mio quel commento lì!!! di prima...sono marida...ehehehehehe....è che sto creando un blog per un video che sto facendo con max hirzel (per l'appunto) e non so come mai continua a riconoscermi sto nome...pardon...acc...ehehehe...divertente però
    ciao
    marida
    (adesso vedrò di riappropriarmi del mio nome)

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  3. marida,
    intanto luca non è il tuo papi e tu da tempo vivi una vita per conto tuo, ma non da sola.

    Come te, e come ho scritto, anche io sono stato aiutato da papi, il punto è però che in Italia non succede niente, non c'è un moviemento culturale o di idee che denuncia nulla, a parte qualche borbottio di sottofondo.
    La nostra è una società governata da vecchi con una politica vecchia ed in questo senso conservatrice ed un paese non sarà mai giovane nella cultura e nella politica se non è almeno governato da giovani.
    Non ci ho messo una cosa: il livore che ho nei confronti della sinistra dalla quale mi aspetto battaglie che non fa.
    C'è da essere indignati per come la ricostruzione in Abbruzzo è stata fatta e per la cricca di politici ed immobiliaristi che ha speculato dietro l'evento, per non parlare del caso Scajola, ma nessuno si indigna.
    Da queste parti sarebbero volate tutte le teste e ne volano per molto meno!
    Noi ce ne stiamo zitti ed intanto tra troncare e sopire invecchiamo.
    Fra
    ***non ho capito chi è max hirzel, uno pseudonimo un progetto?

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  4. ciao fra
    fosse cosi facile cambiare le cose!
    forse aveva ragione brunetta a parlare di bamboccioni?
    non ero daccordo allora e non lo sono neanche adesso. non perche il problema non ci sia ma perche sarebbe inopportuno fare di ogni erbo un fascio.il mondo è pieno di figli di papa,di quei papa che pur di non farli lavorare in azienda(rischio il declino) danno loro la possibilita di cazzeggiare fino a che morte (del papi)non sopraggiunga,poi o il declino aziendale o tirarsi su le maniche oppure vendere ai cinesi....
    per le persone normali è dura anche solo arrivare alla fine del mese,molti vivono in famiglia perchè devono aiutare i "vecchi" a
    pagare le bollette le medicine( e lo stracchino che è sempre piu caro.)
    la politica non ci aiuta,viviamo in una democrazia che tale non è.i nostri politici non solo sono vecchi ,sono anche cattivi!ci minacciano tutti i giorni dicendoci che aumenteranno le tasse ,e poi ci dicono che no non aumenteremo le tasse ,faremo dei tagli...
    e cominci a chiederti a chi?
    la verita è che abbiamo paura che ci tolgano quel poco che ci è rimasto e allora stiamo tutti buoni e speriamo che i nostri politicanti incomincino a fare della politica.
    forse non succedera mai...
    è GIUNTA COMUNICAZIONE CHE A CAUSA DELLA PRESENTE IL PREZZO DELLO STRACCHINO è SALITO DI 27 CENTESIMI AL CHILO.
    ciao un abbraccio
    pietro

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  5. Pietro intanto grazie del messaggio.
    Ah beh facile non è di certo!
    Però scusa non facciamo di ogni erba un fascio ma se il problema c'è! allora che facciamo?
    Vero che la politica non ci aiuta, probabilmente perchè i politici ci assomigliano un po'...
    credo che abbiamo per troppo tempo rimandato tanti problemi e gestire un'età complessa come quella che viviamo è difficile e diventa ancora più difficile arraggiarsi.
    Però i giovani non si ribellano. Perchè?
    Io sono stupito dal silenzio, dalla rassegnazione e dal fatto che tanto qualcuno il papi o chiperlui ci salverà.
    Un abbraccio anche a te!
    Fra

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  6. ma tu lo sai benissimo qual'è il problema e non vorrei passare per il socialismo o peggio per il comunismo o, infine, citare il vecchio Marx per chiederti: ma mi spieghi quale reale ragione porta una giovane, rincoglionita e stronza ministra della pubblica istruzione a preoccuparsi delle vacanze d'occasione che si trovano nel mese di settembre e quindi a posticipare l'entrata a scuola degli asini italiani, piuttosto che far leva su iniziative e incentivi statali per il potenziamento delle offerte didattiche da somministrare ai nostri ciuc...giovani, per favorirne la formazione di una coscenza che li aiuti a pensare ad un futuro da uomini???? troppo lungo il periodo?? sì lo so...somiglia molto a questa lunga e lenta angoscia che ogni giorno viviamo.
    Le vacanze di settembre quando più della metà degli italiani non sa come pagare il mutuo...
    Ma ti rendi conto?? nella scuola tagli sul personale, sulla formazione, sui programmi universitari e adesso anche sui tempi.. Di questo passo si torna all'ignorante da manipolare....ehmmm, se già non ci siamo da un bel pò di tempo. Ma quali riforme sono state fatte??? e' un continuo distruggere, altro chè; lo sai che da un primo confronto sugli esiti e le aspettative della riforma universitaria avviata 6/7 anni fa, non c'è stato alcun esito a favore??? anzi, sono emerse offerte didattiche scadenti e di basso livello preparatorio, personale inadeguato e peggio, un abbandono degli studi, di parecchio superiore rispetto al vecchio ordinmento...insomma un totale fallimento! i nostri giovani non sono preparati; per farlo hanno bisogno di lasciare l'italia e non sempre è possibile "per tutti". chi può pemettersi una preparazione all'estero sono i soliti benestanti: non c'è più possibilità per le teste alte, ma solo per le alte teste: siamo di nuovo al nepotismo sfacciato!!
    giacopu e la Mati lasciateli lì dove sono: gli avete creato una eccellente possibilità per il futuro ( indipendentemente dai genitori che si sono ritrovati e che gli garantiscono un buon 60-70% di ottima educazione!!!)
    Salutoni. Sandy

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  7. ti avevo promesso il commento, e arriva..
    hai mai letto Paolo Nori ?? c'è un suo libro, i malcontenti, che descrive questa situazione di totale paludamento.. non entro nel merito, però se ti capita buttaci un occhiata che vale la pena. come sai io sono un fantastico trentenne che fa un lavoro improbabile e ha aperto la partita iva per mettere insieme il pranzo con la cena. vivo nella mansarda della casa di famiglia, dove ho impiantato anche lo studio (strumento essenziale x lavorare). Con quello che guadagno - e quello che debbo investire - non ho assolutamente la possibilità di avere una casa mia, uno studio mio, etc..
    Allora faccio questa considerazione, che è quella di un privilegiato, perché un tot di anni fa, quando la mia famiglia ha capito che volevo occuparmi di musica, invece di mandarmi affanculo ha accettato e incentivato questa mia passione. La considerazione è questa: non sono i bamboccioni il problema. O meglio, loro sono la conseguenza del problema. La causa è data dalla condizione di pacioso non pensare che questo Paese ha adottato dal boom economico in poi. La stabilità come forma proiettiva dell'esistenza, la stasi come conseguenza sociale. Si badi che il problema, paradossalmente, non è nella mobilità sociale, come in una qualunque società capitalistica. Il problema è l'immobilità della società stessa. L'Italia è una balena andata a morire in mezzo al Mediterraneo. Non è vero che non ci sia movimento culturale. Il problema che il movimento culturale si racchiude nella sfera del privatim, della relazione interpersonale tra (pochi) simili. Un fenomeno culturale deve manifestarsi (se no che fenomeno sarebbe) negli spazi di comunicazione classificati: ecco perché le code ai provini del GF o di XFactor. Al di fuori della luce, la notte, direbbe Nietzsche. Allora ci si sviluppa (e inviluppa) nei meccanismi che appartengono al mondo adulto. Meccanismi fallaci perché eredi di una fallacia progettuale originaria: la crescita all'infinito, la stabilità di pochi sull'instabilità di molti, il mito del successo come accesso a beni strordinari e finché ce n'è..
    Se il mondo in cui vivo non mi consente di essere la persona che vorrei essere, la responsabilità non è mia, ma del mondo in cui vivo, non perché sia colpa della società, ma perché questo mondo mi ha illuso di poter diventare tutto ciò che avrei voluto diventare..
    Quindi vaffanculo, io resto a casa a dormire.. è dura contrastare questa argomentazione, è difficile dire a un ragazzo di 20 anni cui hanno fregato il futuro, goditi questo mondo di avanzi.. Chiaro che è la mia generazione quella che ha perso. Perché si è illusa di poter essere diversa da quella dei propri padri, assumendone tutti i vantaggi e lasciandone tutti gli svantaggi. Chiaro che io non ho la benché minima idea di cosa farò tra tre mesi per campare.. A chi mi chiede che lavoro faccio nella vita rispondo con sprezzo che suono il chitarrino. è tutto enormemente più complesso, come sai bene. Su una cosa però non transigo: la lucidità. è necessario esigerla, da chi ha 20, 30 o 40 anni. L'opacità diabetica e l'ipertrofia colesterotica delle generazioni precedenti hanno portato questo Paese NEL baratro (e la nuova manovra tremontiana ci mette la ciliegina). Io, per ora, resto a qui, a tenere insieme i pezzi, per quel che posso, e ad aspettarti in aereoporto quando arrivi a MPX..
    un abbraccio, luca

    ps: max hirzel è una persona fantastica, instancabile viaggiatore..

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