domenica 16 maggio 2010

L'Ora del Meridiano di Greenwich 16.10

A Sydenham, a due fermate di treno da New Cross Gate, c'è una libreria dove ogni tanto mi rifugio.
Scendo nel seminterrato, un po' buio ed umido dove sono assemblati i libri usati, tra questi un'improbabile ed anonima edizione de I promessi sposi.
Non ho mai comprato niente, però mi bevo sempre un caffè, perché all'interno c'è una stanza attrezzata con un bollitore, due tavolini ed una finestra che dà su un cortile interno.
Frequento anche le librerie del centro, dove passo pomeriggi interi: quelle con le poltrone per leggere, la cafeteria all'interno, l'area bambini con la vasca dei pesci, quelle insomma che decidono con le case editrici, poche e potenti, quali autori e quali libri bisogna pubblicizzare, esporre e poi vendere.
Da Foyles, a Charing Cross Road, ho chiesto se era possibile sapere quanti titoli italiani di fiction ci fossero a scaffale, ma il dato non era disponibile e l'impiegato mi ha risposto scusandosi con un "non tanti... provi a cercarli lei con calma" (!).
Armato di calma ed amor patrio inizio dalla A: Carmine Abate con Tra due Mari, Ammaniti, Baricco, il Deserto dei Tartari di Buzzati, uno scaffale intero con Calvino e mezzo con Eco, tre titoli della Morante, qualcuno di Moravia con la nuova edizione de la Noia, Tomasi di Lampedusa, Umberto Pasti con L'età fiorita, due titoli di Pavese e due di Pirandello, la nostra Zeta.
A parte un leggero capogiro e le domande dei commessi, con la narrativa siamo fermi alla seconda metà del novecento, per stare larghi...
Se davvero sono le case editrici a scegliere, delle due l'una: o da noi c'è poco da scegliere o le nostre case editrici non hanno potere contrattuale e semplicemente non vedono il business.
E' probabile che l'Italia sia più un mercato di importazione e che insomma tocchi a noi tradurre ed importare libri e letteratura che molto spesso è stata adattata per la tivvù e per il cinema, quindi con un irresistibile impatto mediatico.
Per fortuna leggere è un atto altamente democratico: influenzabili o no, nulla è più libero e personale dell'incontro tra la parola scritta ed la mente del lettore.
Un pensiero di Philip Pullman, scrittore inglese di fantasy e non solo, che nel suo sito dice anche: come appassionato seguace della democrazia della lettura non penso sia compito dell'autore di un libro dire al lettore che cosa quel libro significa. Quando mi chiedono il significato di una storia, io spiego loro perchè non lo spiego. Il mio business non è nel messaggio, ma è nel "c'era una volta".
L'ultimo suo libro, dal titolo Il buon uomo Gesù e Cristo il farabutto, racconta la storia di Gesù e di suo fratello gemello Cristo. Ho vinto anche io una prima sensazione urtante per poi scoprire un testo geniale e libero, che all'apparenza contraddice l'assunto-citato prima- dell'autore.
Il messaggio c'è, eccome! Gesù è un uomo saggio ed assettato di Dio e Cristo invece ne scrive la storia e pensa a come organizzare e burocratizzare i seguaci del fratello.
Curioso che tra i recensori del libro si sia espresso anche l'arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, con un articolo appassionato, da uomo di cultura che non si preoccupa troppo di difendere la causa, ma piuttosto discutendo nel merito il libro di Pullman.
Rimango sempre colpito da come in Inghilterra la polemica o la critica sia a tutto campo, talvolta feroce, ma mai volgare.
La mancanza di aggressività nell'esprimere le proprie opinioni aiuta la libertà di espressione; bisogna però abituarsi ad essere sempre e comunque valutati ed esaminati per quello che si fa e si dice; anche nel mondo della cultura, qui vivo e al passo coi tempi, non ci si tira indietro.
Non so dire se l'assenza di titoli italiani sia solo un problema di scelte editoriali, (varrà lo stesso probabilmente per quelli francesi e tedeschi) rimane il fatto che la cultura dello stivale sembra appartenere sempre di più al nostro passato che al nostro presente, men che meno al nostro futuro.
Io intanto continuo a leggere, forse perchè come dice Tiziana, citando Guccini: negli angoli di casa cerchi il mondo, nei libri e nei poeti cerchi te.
Il fra

7 commenti:

  1. Per fortuna leggere è un atto altamente democratico: influenzabili o no, nulla è più libero e personale dell'incontro tra la parola scritta ed la mente del lettore."....caro fra!...così sarebbe..idealmente...se, almeno in Italia, i 4 gruppi editoriale che hanno in mano la fetta più grande di mercato dell'editoria, non decidessero loro cosa far leggere e cosa soffocare...io sto male all'idea di quanto potremmo leggere e non ci viene data la possibilità di farlo. Oddio!...ho talmente anche tanto da leggere di quello che è in circolazione che sto male solo all'idea..però..ecco...proprio "libera" di leggere non mi sento più tanto. Scusa ma sono reduce da una conferenza in cui mi è stato fatto un quadro nero della situazione editoriale italiana. Io mi auguro che i "librai" resistano e non si facciano soffocare dai "commessi" (con tutto il rispetto che ho per i commessi...anche se sono rimasta molto interedetta quando in una feltrinelli ho chiesto la guida rossa della toscana e mi hanno risposto "guida rossa? e cos'è?"...buona lettura fra!
    marida

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  2. da feltrinelli mi è capitato di chiedere un libro di Soldati, me ne hanno mostrato uno nuovissimo sulle armi in Iraq!
    Non più librerie ma grandi magazzini, che siano libri o computer fa poca differenza. Detto questo pur in mezzo ai titani, io libero mi sento, anche per il solo fatto di perderci del tempo, di cercare tra gli scaffali qualche libro minore o non proprio alla ribalta...
    So bene che bisogna fare il tifo per la libreria robin e per chiara, ma abbiamo tutte le carte in regola per resistere, resistere e resistere.
    Se puoi farmi avere i riferimenti della conferenza, mi faresti un piacere.
    Un abbraccio
    **non ho ancora trovato ortensie da mettere in giardino...
    Fra

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  3. caro fra.
    per stare in tema è lo stesso discorso per i garden.
    mandami via e mail pacaregn@tin.it il vostro indirizzo di posta elettronica.
    di ortensie ne ho parecchie (arrivano tutte da un vivaio fiorentino) appena fioriscono ti mando le foto.
    baci paoloc

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  4. appena incrociato marida poco fa, per strada, ridevamo grazie ai suoi "antistaminici"...e naturalmente grazie anche al vostro blog!!! :-)
    ...mette sempre di buonumore...
    anche per la musica è la stessa cosa, e ci vorrebbe mooooolto tempo per leggere, e per ascoltare; forse "troppo" tempo, mi propongo di leggere un mare di libri, e ne leggo a una pozzanghera,no beh, facciamo un laghetto.
    ma la regola di resistere, resitere, resistere, vale sempre...direi per molte altre cose... ... ...
    ciao
    simo

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  5. caro paolo,
    ok per le foto, te ne mandiamo una anche noi di una cosa abbastanza grossa che è scoppiata in giardino e non sappiamo che cosa è.
    Tra l'altro appena vieni a londra portacene una anche piccola, mi piace la paniculata e la quercifolia, che marida mi consigliò tempo fa.
    baci
    fra

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  6. caro fra, ma visto che hai individuato una falla che aggiungerebbe più grazia ad alcune librerie londinesi, perchè non iniziare a studiare una maniera per agganciare una casa editrice italiana,anche piccola per produrre traduzioni di testi premiati, selezionati o quant'altro, della letteratura italiana contemporanea??organizzare conferenze stampa o presentazioni in alcune librerie... tu che hai un cervello " NON INDIFFERENTE " e sopratutto ADEGUATO A... saresti perfetto!!
    oppure potresti aprire il CULT, un ristorante con eventi culturali che spaziano dal teatro al cabaret, dalla letteratura al cinema. A Firenze c'è il teatro del sale: se scenderete mai in TOSCANIA per un giretto, vi ci porterò volentieri. Il padre della baldi ha una casa editrice!!! un abbraccio. sandy

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  7. ciao fra e cris e maty e jeko
    leggo sempre molto volentieri il tuo blog,ma non ho mai risposto!
    lo faccio questa volta perchè il consiglio della piccola libreria gestita da te con libri introvabili(a londra )e dimenticati dai piu,ti calza a pennello,gia mi immagino la tua energia e la tua cultura e il tuo saper trarre da poco il massimo a servizio di chiunque voglia ampliare le sue conoscenze culturali o semplicemente permettersi di essere curioso.un abbraccio
    pietro

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