mercoledì 26 maggio 2010

Inn the park

In una giornata di sole e a tratti ventilata St James' Park è uno spettacolo di gente e di bianche nudità.
Nel verde intenso, attorno al laghetto -dalle aiuole trascurate- e gli alberi, alcuni imponenti, si prende il sole anche sulle sedie a sdraio (un pound l'ora), si gioca a palla, si fa pic-nic, basta comprare nei supermercati o nei caffè tra Regent Street, Piccadilly e Trafalgar.
I bimbi giocano per conto loro attorno a degli elefanti in plasticazza, Giacopou e Matilde riescono a farsi regalare un pallone da tre ragazzi francesi. Io leggo mentre la Cri gira per gallerie d'arte.

Passeggiando nel parco si vede il London Eye, Westminster, Buckingham Palace e altre amenità.
Per chi vuole un po' tirarsela, ma neanche troppo, c'è la terrazza dell'Inn the park, con tanto di cuscinoni verdi vista laghetto, dove si può amoreggiare e sbevazzare in bella vista.

D'altronde di santo il parco ha solo il nome, fin dal settecento è un luogo di un certo qual libertinaggio sessuale: Carlo II ci scopazzava la favorita di turno ed uno dei poeti del tempo, John Wilmot (nella foto), dedicò un poema al parco, A Ramble in St. James's Park, che inizia così...

Much wine had passed, with grave discourse
Of who fucks who, and who does worse
(Such as you usually do hear
From those that diet at the Bear),
When I, who still take care to see
Drunkenness relieved by lechery,
Weent out into St. James's Park
....

Ideale per le vipere ed i paparazzi...

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