venerdì 21 maggio 2010

Bambi e l'omaccione

Un mese fa al farmer market mi avvicino ad un banco, puntando gli occhi su carni scure con la dicitura Venison.
Chiedo al tipo, ovviamente un omaccione a metà tra un macellaio ed un contadino con l'hobby della caccia, e mi sento rispondere: Presente Bambi?
Pur non essendo animalista, penso a Bambi già orfana di madre, quindi abbasso lo sguardo con un sorriso, opto per il coniglio selvatico e smammo (avrei dovuto magari sculettare per farlo sorridere, ma i gambi di rabarbaro mi uscivano dalle borse... ed ero già abbastanza ridicolo).

La settimana scorsa mi riavvicino, l'omaccione mi saluta, questa volta senza squadrarmi e punto convinto il Venison.
Spiego a Cristiana di che carne si tratta e mi becco un acidissimo " 'sta roba te la mangi tu!" (= egoista!); anche l'omaccione traduce dall'italiano al celtico e mi informa che fino a settembre non ritorna... una frase che mi costringe a comprare.
Con ben due bistecche di cervo nella tracolla e ormai senza contanti vado a casa, consapevole di essere in netta minoranza, dato che Cristiana ha comprato pure un pezzo di manzo da bollito per i bambini.

Tradurre è importante, ma conoscere l'etimologia... è un po' come scovare l'aneddoto nella vita delle parole.
Scopro che Venison deriva dal latino venatio e venor, la caccia!
Azienda faunistico venatoria... eccolo lì!
A settembre con i gambi di rabarbaro potrei presentarmi dall'omaccione e fargli la lezioncina... ma mi prenderei uno schiaffone e finirei appeso a testa in giù nel retro della sua macelleria.

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