domenica 18 aprile 2010

L'Ora del Meridiano di Greenwich 12.10

Usciva nella corte di nero vestita con un cipiglio da contadina inferocita, una donna piccola e un po' cattiva o almeno così pareva a me. Avevo sei anni e lei era mia nonna, Ada.
Se c'era da tagliare la testa ai tacchini, era lei a brandire su un ceppo il falcetto, come un boia nella Londra dei Tudor: il povero animale decollato caracollava per un po' e poi cadeva a terra.
Quando era l'ora di scuoiare i conigli, apriva le gabbie e artigliava senza pietà, il malcapitato, di lì a poco, colava su una trave per una settimana.
I gatti in paese non erano randagi, appartenevano a tutto il vicinato ma se proliferavano più del dovuto era lei a controllare le nascite... non dico come.
Al cane, la mitica Chelli, si dava qualche resto di cibo, compreso qualche uovo di gallina. Galline che sempre nonna, afferrandole per il collo e immobilizzandole, palpava, indovinate dove, profetizzando al minuto l'arrivo dell'uovo.
Ovviamente dietro questa immagine truce c'era la vita dura delle campagne e quella che ho visto io negli anni settanta era solo una pallida traccia.
Per me quelli erano gli animali domestici... e domestico non significava "dentro casa".

Da queste parti per avere un gatto "dentro casa" -e noi lo vogliamo- si segue una precisa procedura: il rehoming process.
Così vado al Battersea Dogs and Cats Home: l'edificio, di fronte alla fabbrica dei Pink Floyd (l'album è Animals, è un caso?), è un vero e proprio ospedale, centro di accoglienza e ricollocamento per cani e gatti.
Compilo un questionario: mi vengono chieste generalità, perchè voglio un gatto, con quale carattere e personalità lo desidero, se so quanto mi costa, che cosa penso della castrazione etc... dopo qualche minuto, una ragazza molto gentile, con al guinzaglio un cane, mi fa una interview e mi richiede le stesse cose, io rispondo divertito con un perenne sorriso sulle labbra.
Vado a vedere le celle, una cinquantina circa, dove sono ospitati, comode con un'apertura sul retro per farli passeggiare, ciascuno con una scheda con l'analisa della personalità, attorno personale qualificato, ambiente pulito e silenzioso.
Tra qualche giorno verranno a fare visita a Troutbeck road per vedere se la casa è idonea ad ospitare due gatti (beh ora ne voglio due!), poi tutti e quattro torneremo a Battersea per la scelta.

Uscendo rivedo la fabbrica, uno scatolone vuoto pieno di impalcature, saparata dalla Dogs and Cats Home da binari ferroviari.
Con una certa allegria addosso mi chiedo se quello che ho appena visto è il segno di una civiltà avanzata od un paradosso dell'epoca che viviamo.

Ad Hyde Park, sul lato di Marble Arch un cavallo, un cane e due muli da soma in bronzo passano attraverso un muro dove sono scolpiti altri animali: colombe, elefanti... Il monumento si chiama Animal in War.
La scritta "They had no choise" (Non avevano scelta), un po' da humor nero, mi fa di nuovo sorridere.
Se ci fosse qui nonna Ada, nei suoi semplici abiti blu su nero (anticipava le collezioni Gucci?!) puntando il bastone avrebbe detto in dialetto: "ah gli inglesi che buontemponi...".
Il fra

3 commenti:

  1. ma perchè? non ho capito!! Ma i gatti ve li danno loro secondo il loro gusto e il carattere che secondo loro è meglio per voi??? inoltre...vi fanno pagare ( alias comprare) l'opsitalità di un animale che ha bisogno di una famiglia???
    che sciocca che sono...succede esattamente con i bambini negli "istituti", non vedo perchè non potrebbe succedere anche con gli animali. D'altra parte si tratta di una "tratta civilizzata"...
    Un pò di pazienza ancora. In Italia è già stata revocata la chiusura degli aereoporti perciò la family arriverà presto!! ciao fra
    sandy

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  2. noooooooooooo!!! Dopo due ore, la revoca della revoca: solo il 30% dei voli internazionali ha l'autorizzazione al decollo...just one single man!
    sandy

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  3. sandy,
    noi diciamo che carattere vorremmo tenendo conto della situazione familiare della casa e dell'ambiente in genere, loro ci dicono quale gatto è più vicino ai nostri desideri.
    Paghiamo una cifra di quaranta pound circa compresa di assicurazione e toilet varie.
    L'associazione non è a scopo di lucro...

    non commento sulla vicenda vulcano

    ma grazie per la solidarietà
    fra

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