mercoledì 7 aprile 2010

Italians, interview 003

Esco di casa e mi sposto dal ventidue al tredici b di Troutbeck Road, al primo piano.
Mi apre la porta David, un uomo di quasi quarantanni, alto e dal portamento sobrio, saluto suo figlio Sami e mi accomodo su un day-bed indonesiano, un divano largo e basso in tek scuro ed iniziamo a chiacchierare.

Dunque David, tu sei per un quarto italiano...
Si mia nonna, la mamma di mia mamma, era italiana, di Roma, Persichetti, sua cugina era Clara Petacci.
Ah però quasi uno scoop... a parte la matematica dell'albero genealogico in che cosa ti senti italiano?
Il temperamento, il carattere: quando mi incavolo, mi incavolo proprio e poi sono una persona accomodante, insomma mi adatto molto
Che lavoro fai David?
Faccio il paece-maker nelle zone di guerra, per le multinazionali, come la Shell o per l'ONU.
Fammi capire meglio...
Per l'Onu ho lavorato a Maluku, un'isola a nord est di Giava in Indonesia, c'erano scontri tra musulmani e cristiani. Era una colonia olandese... sai gli olandesi l'hanno scambiata con gli inglesi per Manhattan, che prima si chiamava Little Amsterdam. Lì ho impostato il processo di pace, ho fatto training ai mediatori e ho guidato il processo di mediazione. Ed il conflitto si è ricomposto.
Si parla di più dei conflitti in corso che di quelli risolti...
Meglio così. Meno riflettori ci sono, più facile diventa risolvere i conflitti. Questo spiega perchè nel Medio Oriente non c'è la pace, ci sono troppi riflettori puntati.
Il tuo carattere italiano ti aiuta nel risolvere i conflitti?
Sì non sono mai realmente molto stressato, questo è molto italiano.
Per esempio un mio collega inglese della Shell mi diceva a proposito dei nigeriani, che quando ti parlano, prima ti urlano addosso e poi parlano... E' un punto di vista britannico... da un punto di vista italiano, uno prima urla e poi parla, quindi con i nigeriani io lavoro molto bene perchè si esprimono. Quando uno urla non mi fa paura... a meno che abbia un'arma!
E nella tua vita privata hai il temperamento italiano?
Sono una persona riservata, ma sono caloroso e affettuoso con chi mi sta vicino.
Dopo diciassette anni di lavoro che percezione si ha della politica diplomatica dell'Italia?
L'Italia si occupa di mediterraneo e di unione europea, ma non così attivamente come i francesi, gli inglesi o i tedeschi.
Perchè secondo te?
Berlusconi non mi sembra uno statista che ha una chiara visione in politica estera, poi gli scandali non aiutano, e c'è Fini... L'immagine dell'Italia all'estero è condizionata da queste tre cose: una politica estera non attiva, gli scandali che riguardano il premier e l'eredità fascista.
Credo David che in Italia il fascismo sia considerato morto e sepolto, che quella dittatura abbia dato il via alle leggi razziali e portato alla guerra civile non importa più a nessuno o quasi... e di Clara Petacci che cosa mi puoi dire?
La gran parte della famiglia Petacci-Persichetti era comunista, il fratello di mia nonna, Raffaele Persichetti, era partigiano ed è stato ucciso dai tedeschi dalle parti di Piazza Navona, c'è persino una via intitolata a lui.
Nonna diceva che Clara si era innamorata follemente del Duce, non era politicamente consapevole che quell'uomo era Benito Mussolini... Poi la morte del fratello partigiano, insomma la famiglia era fortemente antifascista; mio nonno anche era un giornalista svedese e era contro i nazisti...
Parlami di tua nonna...
Una donna piccola e fragile nel fisico, ma molto astuta e anche maliziosa... avrebbe potuto governare un impero. E' morta due anni fa a novant'anni nella casa di Bracciano, diceva che l'Italia per i giovani è un paese difficile.
E tu sei d'accordo?
Ho amici italiani che dicono sia difficile, quattro miei cugini sono partiti...
La parola in italiano che ti piace di più
Mi piacciono le parolacce... davvero! tipo cazzo di budda
E il cibo?
la bruschetta che faceva mia nonna
Grazie David e grazie non solo al tuo quarto italiano
Eh ti devo dire una cosa...
Dimmi
Sono stato battezzato e sono cattolico. E quando ero a Maluku i musulmani mi hanno chiesto se ero cristiano, ho risposto che sì appunto ero battezzato e cattolico; e loro: Ah allora non sei cristiano! Facevano la guerra solo ai protestanti! Le suore cattoliche per loro erano come se portassero il burqa...
Insomma la Chiesa Cattolica ti ha salvato la vita.
Beh mi ha aiutato a lavorare meglio!

Mentre parliamo la ciotola di olive verdi finisce, David mangia con calma, cercando con me le parole esatte in italiano e se non fosse per quell'aria bergmaniana ed un po' anni settanta non diresti che è nordico, precisamente norvegese... di passaporto!

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