giovedì 11 marzo 2010

Qui pro quo

Dunque quid è l'abbrevviazione di quid pro quo, una cosa in cambio di un'altra, uno scambio insomma, un baratto ed è in uso nell'inglese parlato fin dalla fine del cinquecento.
Nell'italiano c'è qui pro quo, espressione usato che spiega un equivoco od un malinteso, proprio come accadeva agli amanuensi nel medioevo che nel trascrivere vecchi manoscritti spesso trascrivevano qui al posto di trascrivere quo... un errore tira l'altro ed un equivoco tira l'altro.
Sorrido per la girandola di intrecci tra i miei qui pro quo, quelli con Tadeus e quelli con Cri, risolti con i quid (le sterline) pro quo (il lavoro di Tadeus).
Le pareti di casa sono finalmente lisce e stuccate, i residui di carta da parati eliminati, ora si tratta di dare il bianco, quello naturale e profumato della Auro. Dal nome credo si deduca il costo! non c'è verso infatti di far comprare alla Cri una più economica vernice ad acqua... comunque la reception ha già una prima mano di bianco (gusto arancia) e forse potrò leggere il Guardian in ciabatte e vestaglia seduto su un divano circondato da un vago aroma di agrumi.
Intanto il London Eye festeggia dieci anni... qui fotografato dalla Mati lungo il Westminster Bridge.

1 commento:

  1. mi ricordo quando,nel lontano 1997,passavo con il bus su Westminster Bridge ed ed era ancora stesa sopra l'acqua...

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