domenica 28 marzo 2010

L'Ora del Meridiano di Greenwich 09.10

Gli inglesi non amano molto i cattolici.
Se ai tempi di Enrico VIII, Maria Stuart e Elisabetta le teste volavano, oggi si fa perlopiù dell'umorismo (forse). Roma ed il papa erano e sono troppo lontani.
Già nel Settecento Locke nella Lettera sulla Tolleranza riteneva che per togliere ogni componente politica dalla fede, si dovesse chiudere il credo religioso nella sfera intima del privato. Per la sopravvivenza dello stato bisognava dunque neutralizzare le religioni, difendendo però la libertà religiosa -anche quella di non credere- come un diritto inalienabile dell'individuo. Va detto però che quegli stessi pensatori illuminati finivano col contraddirsi escludendo dalla tolleranza proprio i cattolici: "perchè -è sempre Locke- fino a quando saranno tenuti ad una cieca obbedienza ad un papa infallibile che ha le chiavi della loro coscienza attaccate alla cintura... io penso che non debbano godere del beneficio della tolleranza".
Beh le cose sono certamente cambiate, ma la radice laica e a-confessionale del Regno Unito parte dal Settecento e parte paradossalmente da un paese dove il sovrano è anche il capo della chiesa anglicana.

Quando abbiamo compilato il modulo di iscrizione di Matilde alla Edmund Waller Primary School, una parte riguardava la religione: nell'elenco figuravano le confessioni più disparate, la possibilità di non dichiarare il proprio credo e l'ateismo.
Questo per dire che nelle cose di tutti i giorni gli inglesi cercano di comportarsi e di educare alla libertà religiosa, di pensiero e di orientamento sessuale con discrezione certo, ma anche con rigida determinazione.
Da queste parti l'otto per mille ed il crocifisso nelle scuole pubbliche sono cose impensabili, per non dire di un prelato che facesse dichiarazioni di natura politica e desse più o meno velate indicazioni di voto nel pieno della campagna elettorale. Per intenderci qui non c'è nessun Angelo Bagnasco o Camillo Ruini.
Alla vigilia della visita di Papa Ratzinger, la vicenda dei preti pedofili, che qui riguarda da vicino la chiesa cattolica irlandese, non aiuta, anzi dà ragione di una diffusa diffidenza verso la persona e quello che rappresenta: grave è coprire le colpe di altri, grave è tacere, grave non ammettere di aver taciuto per coprire. Tutto questo è considerato molto romano e molto cattolico: "polvere sotto i tappeti", "panni sporchi che si lavano in casa", "troncare, sopire....".
Ma sempre da queste parti, se si ha un ruolo pubblico e tanto più se si è un'autorità morale si ha il dovere di rendere conto all'opinione pubblica, al fedele, al cittadino, al giornalista e si devono accettare indagini, articoli, vignette, interviste e via dicendo.
Tutto questo è molto anglosassone... per il Vaticano un complotto del diavolo.
Buona settimana
Il fra
Ecco tre articoli del Guardian: Il papa è un reazionario o un profeta?, L'editoriale di sabato e l'articolo di Marina Hyde, Neanche Dean Brown riuscirebbe ad inventare questa cospirazione contro il papa

2 commenti:

  1. il caso elisa claps ne è un ennesimo esempio.
    quando maderemo al rogo il papa?
    buona settimana, vi seguo sempre, paolo

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  2. ma sai paolo, direi che si tratta di autocombustione ormai
    un caro saluto e a presto (ma quando?)
    fra

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