domenica 21 marzo 2010

L'Ora del Meridiano di Greenwich 08.10

Arrivo a Whitechapel, nell'East London, attraversando a piedi la City dalle parti del Gherkin: nel giro di qualche centinaio di metri dalle cravatte e dai tailleur perfetti si passa ai chador e agli arabi della moschea di Whitechapel Road.
Ancora una volta sono assalito dai contrasti della città, dalle sue differenze: la città deliberatamente contiene e somma ogni aspetto della vita umana.
Curioso che la galleria d'arte contemporanea sia al confine tra due quartieri e che la toponomastica contrasti con la realtà: vie dai nomi cristiani in un quartiere arabo con moschea nell'East; chiese circondate da grattacieli nella City.
Mi infilo in Angel Alley, a Venezia sarebbe un sotoportego, un passaggio che porta prima nel retro delle cucine del Kfc (l'odore di patatine fritte è disgustoso!), poi in un cortile più grande e umido, al Freedom Bookshop. Qui c'è l'Advisory Service for Squatters, un servizio consulenziale per chi vuole fare squatting, ovvero per chi vuole occupare una casa abbandonata, senza esserne in possesso, senza essere in affitto o senza avere alcun titolo di risiedervi.
La pratica qui è diffusa: vuoi per il gran numero di case abbandonate, vuoi per l'alto costo degli affitti. Sfogliando la guida degli squatters, un vero e proprio manuale d'uso che consiglia come cambiare la serratura, fare gli allacciamenti, come comportarsi con la polizia, come scegliersi l'avvocato, si legge: "Lo Squatting in Inghilterra non è un crimine. Se riesci a entrare in un edificio vuoto, senza creare danni, puoi farne casa tua. Alla fine verrai quasi sicuramente sfrattato, magari anche in fretta, ma hai molti degli stessi diritti di chi è proprietario o di chi affitta: il dirito alla privacy, alla raccolta dei rifiuti, al recapito della posta, alla tutela della sicurezza e altri servizi come l'acqua, il gas e la luce." 'La domanda chiave è: si vuole fare squat o si ha bisogno? nel secondo caso si è homeless e si hanno i diritti di un senza casa e ci si può informare al council; nel primo caso la guida consiglia di procedere con calma, di trovare una casa in disuso, di non forzare la serratura etc etc...
All'ingresso della casa "squottata" si affigge un legal warning, firmato dagli occupanti, in modo che siano tutelati davanti alla legge, sia quando saranno costretti allo sfratto, che dovranno accettare, sia in caso di inopportune effrazioni inflitte da terzi o dallo stesso proprietario, che non potrà fare altro che dare il via, nei tempi previsti, allo sfratto.
Sono qui ad Angel Alley, perchè recentemente ho visitato una casa squottata, vicino a Troutbeck Road: ci abita un amico insieme ad altri quattro; un edificio edwardiano a quattro piani, in disuso, ma molto bello. Dal degrado in cui versava, si sta trasformando in un alloggio ospitale: non c'è traccia di violenza o di polemica negli squatter, ma pittosto una dignitosa ribellione.
Lascio la libreria degli squatter, sulle finestre dagli infissi rossi slogan anarchici, sul muro un pannello di acciaio con i ritratti di anarchici, tra questi Tolstoy (perchè?) e Giuseppe Pinelli (vedi il commissario Calabresi.)
Il manuale di istruzioni che ho tra le mani è un piccolo manifesto del pragmatismo inglese: occupare una casa con raziocinio e criterio è possibile, non si aggira la legge, non la si viola, la si rispetta nei suoi tempi di applicazione e nel frattempo in quanto squatters si hanno diritti e doveri. Anche chi vive ai margini della società e propone uno stile di vita alternativo e fondamentalmente anarchico è dotato di pragmatismo.
Mi pare cosa rara.
Ripasso di nuovo dalla City, incrocio tre o quattro interisti un po' troppo sicuri di sè, poi uomini d'affari ad ogni angolo: a mezzogiorno le cravatte sono un po' più allentate.
Il fra

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