mercoledì 31 marzo 2010

Italians, interview 002


Ci incontriamo alla Brasserie di New Cross Gate, Matilde puntuale, io in ritardo. Chiacchieriamo un po' del prossimo mercato ad Horsham e di come vanno i ragazzi che lavorano con lei. Penso che non sia stato semplice per lei parlare con me. Matilde coniuga i verbi alla prima persona plurale: non è venuta a Londra da sola, ma con Claudio, il suo compagno.
In due, credo non sia banale dirlo, tutto diventa se non più facile almeno più sopportabile: si costruisce una solida corazza, dentro la quale i sentimenti si conservano meglio e si coltivano più liberamente.


Da quando sei a Londra?
Sono dieci anni e mezzo a settembre. E' stato un viaggio pianificato... sei mesi per studiare l'inglese, poi siamo rimasti.
A quei tempi viaggiavamo molto, tre cinque volte l'anno, con le nostre moto, Venezuela, Cuba, Borneo... e avevamo difficoltà con la lingua. Alla fine ci siamo trovati molto bene qui a Londra. Prima io lavoravo in dogana ad Orio al Serio (l'ho fatto per diciassette anni,) a contatto con doganieri, finanziari, poliziotti. Dopo i primi sei mesi a Londra, sono rientrata ed avrei mandato a quel paese tutti, anzi così ho fatto, mi sono licenziata e ho iniziato la mia vita qui. Non sono più ritornata.
Insomma molli tutto.. e che lavori hai fatto?
Ho lavorato in una rosticceria italiana, ma non mi trovavo bene perchè si parlava solo italiano, poi da Pret-a-Manger dove ho fatto un po' di carriera, poi per scherzo ho iniziato a dire a Claudio di fare mercato e abbiamo iniziato a Deptford Bridge*... un banchetto di pane e salame al sabato, c'erano solo arabi in giro, ma era l'unico posto che abbiamo trovato... 17 sterline, il primo incasso. Poi a Greenwich Market capita che un francese da un giorno all'altro sparisca con il suo banco di formaggi, il Manager ci offre lo spazio e lì iniziamo a vendere e stiamo fino al 2005. Ed infine il mercato vero e proprio, quello che anche tu conosci.
Appunto e siccome lo conosco (svegliarsi presto, caricare scaricare, centinaia di persone...) chi te lo fa fare?
A parte il guadagno, è un divertimento, giri un sacco di posti, non sei in ufficio, non è noioso ed ogni giorno è diverso dall'altro.
Per arrivare dove? Per che cosa?
Adesso voglio tirare i remi in barca. Sono quasi in condizione di tirarli... sai qui in dieci anni abbiamo fatto quello che in Italia (nello stesso lasso di tempo) sarebbe stato difficile fare.
Londra adesso inizia a saturarmi, c'è troppo di tutto, devo rilassarmi. Vorrei mettere le basi, tipo un bar o un ristorante e dedicarmi ai miei hobby: il nuoto, la moto e la scuola, vorrei studiare, cioè riprendere a studiare qualcosa...
Ma come fai, un ristorante e gli hobby, ti garantisco che non è facile...
E' il momento di dedicare tempo a noi.. poi vorrei trovare qualcuno, una persona di fiducia, che ci metta la testa... Poi a Claudio piace il sole ed il caldo, ma vogliamo girare l'Europa, la Francia... fare l giro del mondo...
Con la moto immagino... da dove arriva la moto?
Alla tenera età di undici anni avevo una Moto Guzzi 125, avevo un ragazzino... a diciotto anni quando ho preso la patente mi sono comprata una Vespa 200. In quel periodo fino a ventunanni non potevi avere una 350 cilindri, ma quando è arrivato il momento ho avuto la mia BMW K75 S, che ho ancora adesso.
Beh un segno di indipendenza, poi tu...
Sì, sono uscita di casa a vent'anni... e a trentacinque sono venuta a Londra, Claudio ne aveva quarantatré, ed abbiamo iniziato da zero... pensa che lui lavava le lenzuola in un hotel...
E dell'Italia, che cosa ti manca e che cosa non ti piace?
L'Italia (sospira), non reggo la situazione in generale... è come una pentola di fagioli... brontola e brontola ma non scoppia.
Ecco mi manca il cibo.
E con il senno di poi?
E' stata ed è una bella esperienza, invidio i ragazzi che a vent'anni vengono qui... non si rendono conto di quanto sia importante un'esperienza così.
Sono tanti gli Italiani che lasciano l'Italia... diecimila l'anno... secondo te perchè?
Mah... L'Italia politicamente è un paese disorganizzato, ti parlo di dieci anni fa, adesso non credo sia diverso.... L'Italia è strana, sembra che la gente non abbia soldi, poi invece ci sono, la crisi economica è stata una botta o no? non mi sembra... davvero sembrano tutti ricchi.
Per chi votavi?
Non ho mai votato... Ho votato solo una volta, a diciott'anni la prima e unica volta per i fascisti, l' MSI nell'ottanta.
E come mai?
Gli altri (partiti) mi piacevano meno e il rosso non e' il mio colore preferito.
Labour? Tories?
Preferisco i conservatori o i liberali... Blair che fa la guerra proprio non mi è piaciuta.
Ma non credi che i conservatori avrebbero fatto lo stesso?
No non credo. Il petrolio... è solo la guerra per il petrolio... Bush e Blair meriterebbero di essere impiccati come Saddam...
E' un po' forte...
Beh intendo processati almeno!
Credi in Dio?
Credo ci sia qualcosa una volta che moriamo. Qualcosa c'è. Non credo nel paradiso, nell'inferno... non credo nei preti e nella chiesa. Non sono coerenti.
Il tuo cibo preferito?
La polenta taragna e la torta di cioccolato... ho una ricetta... ho eliminato il burro ed è ancora morbida... ma la ricetta è un segreto
Musica?
la classica e Mina, Se telefonando e quella canzone di lei rinchiusa nel manicomio...
Ah sì quella di Don Backy... vero che i titoli di Mina non vengono subito in mente!
Vero! Sono due canzoni che continuerei ad ascoltare sempre, te la ricordi?
Me ne sto lì seduta e assente
con un cappello sulla fronte
e cose strane che mi passano per la mente

La conversazione continua a microfoni spenti. Matilde mi parla della sua vita in Italia, prima che Londra diventasse la sua casa. Mi parla di storie e di sentimenti che, chi ha la corazza come lei, se non sono segreti sono perlomeno riservati... anche ai miei venticinque lettori.

*Matilde dice che mi manderà una foto, che posterò asap

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